Lo stalking


Lo stalking è un fenomeno persecutorio complesso, definito come «un insieme di condotte oppressive, sotto forma di minacce, molestie, atti lesivi continuati che inducono nella persona che le subisce un disagio psichico e fisico e un ragionevole senso di timore», che può essere innescato dalle ragioni più diverse e che può assumere le forme più disparate.

L'autore dello stalking (stalker) è spesso interessato da una patologia psichiatrica che altera la capacità di giudizio, promuove distorsioni della realtà o che si associa a deficit affettivo-relazionali, comportamenti ossessivi e/o psicosi. Tuttavia, lo stalking non può essere riferito a un disturbo psichiatrico specifico e, d'altro canto, in un'ampia quota di stalker non si possono riconoscere problematiche clinicamente rilevanti a questo livello.

Peraltro, per poter parlare di stalking devono essere presenti non uno, ma due soggetti:

  • Il "persecutore" (I profili e le condotte tipiche dello stalker), che mette ripetutamente in atto comportamenti finalizzati a entrare in contatto, stabilire una relazione, danneggiare, infastidire o umiliare una vittima (Le caratteristiche della vittima e la relazione con il persecutore)
  • La vittima stessa, ossia una persona messa in seria difficoltà dalle vessazioni materiali e/o psicologiche dello stalker, al punto da entrare in uno stato di costante allerta e angoscia per l'incolumità propria o di quanti le sono vicini. In definitiva, quindi, uno stalker non è tale per se, ma soltanto se il destinatario della persecuzione si sente in qualche modo leso o limitato nella propria libertà fisica e/o psicologica.



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