Come affrontare il gioco d'azzardo patologico


Come affrontare il gioco d'azzardo patologico

La ludopatia è a tutti gli effetti una malattia psichiatrica che può e deve essere trattata. Intervenire fin dai primi segnali di problematicità connessa al gioco aumenta le possibilità di risolvere il problema in tempi brevi, evitando di complicare la situazione personale e familiare con contrasti relazionali scatenati dalla dipendenza e dalle perdite economiche conseguenti, peggioramento del benessere psicofisico globale, difficoltà lavorative e, talvolta, problemi con la giustizia.

Purtroppo, spesso, il giocatore patologico rifiuta di ammettere l'evidenza della propria condizione e ignora l'invito di familiari e amici a intraprendere una terapia, almeno fintanto che le perdite economiche e il deterioramento dei rapporti interpersonali non lo pongono in un vicolo cieco da cui è possibile uscire soltanto affidandosi a specialisti esperti nel trattamento di questo tipo di dipendenza.

Un primo approccio efficace per affrontare la ludopatia si basa su interventi psicoterapici, come la terapia cognitivo-comportamentale, focalizzata sull'analisi dei meccanismi alla base della dipendenza e sull'individuazione di strategie pratiche che permettono di gestirla nella vita quotidiana, anche attraverso l'esposizione controllata allo stimolo al gioco. Lo scopo è rimuovere false credenze e pensieri negativi che sostengono la dipendenza e sostituirli con altri più realistici e positivi che permettono di combatterla. Generalmente, questo tipo di intervento richiede alcuni mesi per portare a miglioramenti tangibili e, da solo, può risolvere le forme di gioco "problematico" lieve o moderato.

Per i casi di ludopatia più severa e consolidata (specie se associata a stati ansioso-depressivi o ad altre patologie psichiatriche), accanto alla psicoterapia, è spesso indispensabile prevedere una terapia farmacologica che, a seconda dello specifico profilo psicopatologico del giocatore, può prevedere la somministrazione di antidepressivi o di stabilizzatori dell'umore. I primi sono di norma preferibili se la ludopatia è associata a sintomi ansioso-depressivi, mentre verso i secondi ci si orienta in caso di comorbilità con disturbo bipolare o disturbi di personalità con tratti impulsivi/maniacali.

A prescindere dalla gravità dei problemi sviluppati nei confronti del gioco, è inoltre possibile rivolgersi a gruppi di auto-aiuto dedicati, che aiutano a maturare consapevolezza della patologia di cui si soffre e a perseverare nell'affrontarla in modo positivo. I gruppi sono composti da persone con ludopatia di vario grado e in diverse fasi del percorso di recupero, che imparano le une dalle altre e si sostengono vicendevolmente attraverso il racconto della propria esperienza, delle proprie difficoltà e dei propri successi, sotto la guida di un "conduttore" esperto della malattia.

La disponibilità di un familiare o di un amico a supportare la persona che soffre di gioco patologico durante il percorso di cura, rafforzandone la motivazione all'astinenza e offrendo comprensione, affetto e occasioni di interazione e svago alternative può rivelarsi estremamente preziosa per facilitare il recupero. Non si tratta, evidentemente, di un compito facile, ma vale la pena fare almeno un tentativo.

 


NOTA IMPORTANTE

A prescindere dal tipo di intervento terapeutico o di supporto scelto, superare la dipendenza da gioco ed evitare ricadute è più facile se si rinuncia a ogni tipo di gioco d'azzardo. Evitare soltanto i giochi più "rischiosi" e/o quelli che hanno indotto la dipendenza richiede un livello di autocontrollo che spesso i giocatori problematici faticano a mantenere.




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