Depressione in aumento, ecco le nuove strategie contro i danni cognitivi

Depressione in aumento, ecco le nuove strategie contro i danni cognitivi

La depressione è ai vertici della classifica delle malattie più diffuse: 33 milioni di casi in Europa, con prospettive in crescita fino a raggiungere entro il 2030, secondo le stime dell'Oms, il primo posto fra le patologie croniche.

Numeri pesanti anche in termine di costi economico-sanitari: 800 miliardi di dollari annui per assistenza terapeutica, e mediamente 21 giorni di lavoro all'anno persi per un lavoratore europeo depresso su dieci. Condizioni queste che predispongono maggiormente a stati di ansia o depressivi anche importanti e a possibili ricadute, maggiorate del 75 per cento in caso di almeno due episodi depressivi precedenti, e del 90 per cento se le crisi superano le tre.

Non meno significative le ripercussioni socio-relazionali come apatia verso la vita professionale, perdita di piacere o scarsa partecipazione alla normale quotidianità, solitudine psico-emotiva e cognitive con un calo di attenzione, memoria e concentrazione e un blocco della capacità decisionale.

Eppure, nonostante le importanti implicazioni della malattia, solo un paziente su tre si cura, iniziando comunque le terapie con un grave ritardo sulla comparsa dei sintomi, e ancora meno segue cure idonee a ridurre le manifestazioni della malattia, e soprattutto a garantire una salvaguardia della sfera affettiva e cognitiva. Sono infatti questi i due punti chiave che accrescono il timore del paziente quando si sottopone a una cura per la depressione.

Una possibile soluzione viene da una nuova terapia, definita multimodale, che garantisce una duplice protezione affettiva e cognitiva. Gli studi su una nuova molecola, la vortioxetina, hanno dimostrato che questa è in grado infatti di aumentare i livelli delle monoamine coinvolte nella depressione, intervenendo non solo sul trasportatore della serotonina (su cui agiscono gli attuali farmaci SSRI ed SNRI), ma anche su almeno altre due specifiche azioni recettoriali: una azione agonista sul recettore 5HT1A, col tentativo di accorciare i tempi per il ripristino della normale attività neuronale inibita o messa a rischio dagli effetti depressivi a favore di una riduzione degli stati ansiogeni, e poi con una azione anti-agonista sul recettore 5HT3, con evidenti benefici sull'aspetto cognitivo, migliorando l'apprendimento ma anche la partecipazione alla vita di tutti i giorni.

In ogni caso per combattere la depressione in maniera efficace occorre accorciare i tempi di diagnosi, oggi ancora molto dilatati. Questo ritardo è implicabile alla mancata presa di coscienza della sintomatologia con cui si dichiara la depressione.

Infatti oltre a nota apatia e perdita di interesse verso i piaceri della vita, da quella professionale fino a quella sociale o di relazione, non vanno sottovalutati neppure gli aspetti cognitivi. Questi non vanno intesi soltanto come riduzione della concentrazione, attenzione e memoria di lavoro, ma riguardano anche il procrastinare una decisione o l'incapacità di attuare strategie di problem solving sia in contesti banali che più complessi.

Fonte: RS McIntyre, J Harrison, H Loft, W Jacobson, CK Olsen, The Effects of Vortioxetine on Cognitive Function in Patients with Major Depressive Disorder: A Meta-Analysis of Three Randomized Controlled Trials, International Journal of Neuropsychopharmacology, doi: 10.1093/ijnp/pyw055

Pubblicato il 12 dicembre 2016

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