BINGE EATING DISORDER: NUOVA LUCE SUI MECCANISMI DEL DISTURBO

Il disturbo da binge-eating (binge-eating disorder - BED, disturbo dell'alimentazione incontrollata) rappresenta un disturbo alimentare che interessa l'1% circa nella popolazione generale, caratterizzato dalla presenza di frequenti abbuffate di cibo incontrollate, simili a quelle riscontrabili nella bulimia ma non associate a successive condotte di eliminazione o compensazione. I pazienti affetti da BED sono pertanto spesso obesi o in notevole sovrappeso, soffrendo di un grande disagio psicologico e delle tipiche malattie internistiche e metaboliche associate all'obesità (malattie cardiovascolari e respiratorie, diabete, dislipidemia, disturbi ormonali, alterazioni muscolo-scheletriche, etc).

 

Solitamente, il disturbo da binge-eating interessa prevalentemente soggetti adulti, soprattutto uomini.
Come per gli altri disturbi alimentari quali anoressia e bulimia, l'origine del BED è multifattoriale, parzialmente secondaria ad una predisposizione genetica, cui si sommano una serie di fattori ambientali ed individuali che insieme conducono all'esordio della malattia. Ad oggi il trattamento di questa patologia prevede l'approccio combinato di una terapia cognitivo-comportamentale associata ad un trattamento farmacologico anti-depressivo, con risultati tuttavia spesso deludenti anche a causa dei pochi dati presenti in letteratura relativi al disturbo.


 In questo contesto un gruppo di ricercatori dell'Università di Yale (USA), nell'ambito di uno studio effettuato sui topi, ha recentemente individuato una delle possibili cause biologiche del BED, pubblicando i risultati della ricerca sulla prestigiosa rivista Science. Gli studiosi hanno individuato un gruppo di neuroni inibitori GABAergici collocati a livello della Zona Incerta, area cerebrale sub-talamica di cui ancora non si conosce bene la funzione specifica. Stimolando questi neuroni in maniera ripetuta i topi hanno adottato condotte di alimentazione incontrollata, arrivando ad assumere in 10 minuti il 35% dell'introito di cibo giornaliero, con conseguente marcato incremento del peso. Nell'ambito dello stesso studio i ricercatori hanno inoltre individuato che l'ormone Grelina, prodotto nell'uomo a livello gastrico e pancreatico, stimola l'appetito andando proprio ad attivare questi neuroni della Zona Incerta, sottolineando in maniera ancora più evidente come questa area cerebrale sia altamente coinvolta nella regolazione alimentare. Studi futuri avranno il compito di analizzare tale meccanismo anche nell'uomo, in modo da aprire la strada a nuove specifiche strategie di trattamento del BED.


 

Fonte: Xiaobing Zhang, Anthony N. van den Pol. Rapid binge-like eating and body weight gain driven by zona incerta GABA neuron activation. Science, 2017; 356 (6340): 853 DOI: 10.1126/science.aam7100

 

Pubblicato il 13 giugno 2017

 

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