ANTIDEPRESSIVI IN GRAVIDANZA: NESSUNA ASSOCIAZIONE CON LO SVILUPPO DI DISABILITA' INTELLETTIVE NEI FIGLI

Circa il 15 per cento delle donne negli Stati Uniti soffre di disturbi d'ansia e di depressione durante il periodo della gravidanza, e molti sono gli antidepressivi prescritti. Anche nel nostro Paese la situazione non è differente. I disturbi depressivi rappresentano infatti uno dei maggiori problemi che una mamma potrebbe affrontare durante il delicato periodo della gravidanza.

La gestione della gravidanza di donne con disturbi dell'umore è complessa e necessita di un approccio multidisciplinare (psichiatra, ginecologo, pediatra). La terapia dei disturbi dell'umore in gravidanza è fondamentale in quanto, se non trattati, si associano a complicanze materne e fetali. La depressione non trattata può infatti determinare scarsa nutrizione, abuso di alcool o ideazione suicidaria, e risulta inoltre essere associata ad una maggiore incidenza di parto prematuro, basso peso alla nascita e disturbi neuro -comportamentali. Inoltre le pazienti depresse spesso non manifestano una adeguata attenzione e cura di se stesse, della gravidanza e del neonato.

In passato l'utilizzo di farmaci antidepressivi di vecchia generazione quali i triciclici era stato associato a complicanze gestazionali quali riduzione delle settimane di gravidanza, ridotto peso alla nascita e malformazioni cardiocircolatorie. L'incidenza di tali effetti collaterali si è notevolmente ridotta in seguito alla successiva introduzione dei farmaci antidepressivi inibitori selettivi del reputake della serotonina (SSRI). Tuttavia ad oggi il potenziale impatto dei farmaci antidepressivi sullo sviluppo intellettuale e cognitivo dei figli era stato analizzato in maniera incompleta.

In questo contesto un gruppo di ricercatori svedesi e americani ha analizzato la possibile associazione tra esposizione a farmaci antidepressivi durante la gravidanza e sviluppo di deficit intellettivi, studiando un campione di 179000 bambini svedesi, seguiti nel corso del tempo fino agli 8 anni di età. Nello studio sono stati analizzati sia SSRI che farmaci antidepressivi non-SSRI. Tra i bambini esposti è stato riscontrato un tasso di incidenza per disabilità intellettive pari al 0.9% contro il 0.5% dei bambini non esposti. Tuttavia, in seguito alla correzione dei dati per altri fattori influenzanti quali età dei genitori e presenza di patologie psichiatriche nella madre non sono state rilevate differenze tra bambini esposti e non esposti ad antidepressivi, sia SSRI che non-SSRI. Questo studio su larga scala fornisce pertanto un ulteriore dato di sicurezza in merito all'utilizzo dei farmaci antidepressivi durante la gravidanza, trattamento spesso necessario in presenza di patologie psichiatriche maggiori che altrimenti comprometterebbero la salute della madre e dei figli.

Fonte: Viktorin A, et al. Association of Antidepressant Medication Use During Pregnancy With Intellectual Disability in Offspring. JAMA Psychiatry. 2017 Jul 12.

 

Pubblicato il 25 luglio 2017




Edra LSWR
LOGIN
LOGIN
Credits Note legali Privacy Gestione Cookie Medikey |   © EDRA S.p.A. 2017 - P.iva 08056040960