Dieta mediterranea previene deficit cognitivi nell'anziano

La scoperta scientifica dei benefici della dieta mediterranea risale agli ann'50, quando Ancel Keys, un nutrizionista americano, notò che le popolazioni del bacino mediterraneo erano meno suscettibili ad alcune malattie metaboliche e cardiovascolari rispetto agli statunitensi. Questa scoperta diede vita a tutta la serie di studi su nutrizione e metabolismo che oggi sono alla base di un'alimentazione sana ed equilibrata. Recentemente è stato riportato che oltre all'effetto protettivo a livello vascolare, la dieta mediterranea è in grado di indurre anche effetti antiinfiammatori, con possibili effetti secondari neuroprotettivi.

Sulla base di questi elementi è stata sviluppato nuovo regime alimentare definito "Mind" (Mediterranean-Dash intervention for neurodegenerative delay), che da studi preliminari su campioni ristretti sembrerebbe in grado di ridurre il rischio di malattie degenerative. Tra i cibi inclusi nella dieta Mind troviamo alimenti noti per avere effetti benefici e antiossidanti prevalentemente vegetali quali verdure a foglia verde e altri vegetali, frutta secca, frutti di bosco, fagioli, cereali integrali, pesce, pollame, olio d'oliva e vino.

Al fine di definire in maniera sistematica l'impatto a lungo termine di queste diete sulle capacità cognitive e lo sviluppo di malattie neurodegenerative, un gruppo di ricercatori dell'Università di San Francisco ha studiato un campione formato da 5907 anziani, indagandone le abitudini alimentari e le abilità cognitive, in particolare memoria e attenzione. I risultati dello studio hanno evidenziato che maggiore era l'adesione alla dieta mediterranea o Mind, migliori erano i risultati ottenuti ai test cognitivi. In particolare è stato osservato come gli anziani che seguivano assiduamente una dieta mediterranea avessero un rischio minore del 35% di sviluppare deficit cognitivi e malattie neurodegenerative.

Questo studio sottolinea quindi una volta di più come un corretto regime alimentare sia indispensabile per la salute sia fisica che mentale. E' stato inoltre ipotizzato che una dieta corretta possa influenzare in maniera positiva anche il decorso ed il trattamento di patologie psichiatriche maggiori quali Depressione e Schizofrenia. Studi futuri avranno il compito di analizzare il possibile impatto di queste diete nella pratica clinica.

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Fonte: Claire T. McEvoy, Heidi Guyer, Kenneth M. Langa, Kristine Yaffe. Neuroprotective Diets Are Associated with Better Cognitive Function: The Health and Retirement Study. Journal of the American Geriatrics Society, 2017; DOI: 10.1111/jgs.14922




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