23/02/2022

Capire la mente

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Viaggio nel mondo delle fobie

Il termine “fobia” (dal greco phobos, paura)

Il termine “fobia” (dal greco phobos, paura) appartiene al gergo quotidiano, tanto che può essere associato a qualsiasi parola o utilizzato in espressioni colloquiali per esprimere una paura soggettiva nei confronti di situazioni, oggetti, azioni, animali, alimenti, malattie e così via: sono ben oltre 500 le fobie che si possono ritrovare con una ricerca in internet e 6 individui su 10 – più spesso di sesso femminile –  affermano l’esperienza nel corso della vita di una paura irrazionale di un evento o di una situazione particolare.

 

L’espressione comune è utilizzata spesso per indicare la generica avversione a qualcosa che genera preoccupazione: per esempio, in ambito medico, si parla di fobia della febbre, frequente nei genitori apprensivi e portati a sopprimerla alla sua prima comparsa, e di corticofobia, rilevata dal 31 al 95% della popolazione e tipica di chi, temendo possibili effetti negativi, rifiuta i cortisonici, anche se caldeggiati dal medico.

 

 La fobia “vera”, però, è a tutti gli effetti un disturbo psichico che stimola particolari reazioni comportamentali e influenza negativamente la vita quotidiana: per esempio chi ha paura di volare in aereo (si stima il 10% della popolazione) potrebbe essere penalizzato nella propria libertà di movimento, che nel mondo odierno sembra non essere più soggetto a confini o limitazioni. Le fobie, di cui famosi personaggi storici hanno sofferto (Caligola, per esempio, per i fulmini, Augusto per il buio) possono essere promosse e sostenute da una varietà di fattori, da eventi traumatici (per esempio una seduta dal dentista) alla repulsione (per esempio per gli insetti) all’esperienza visiva (per esempio dell’altezza) e alla trasmissione di informazioni da parte dei media, di medici, familiari e amici: le manifestazioni dell’ansia e della paura che ne conseguono possono essere molteplici, dall’aumento della frequenza cardiaca e respiratoria a tensione muscolare, sudorazione, agitazione motoria, risposte emotive fino al disturbo di panico. Alcune fobie, poi, possono essere associate o sovrapposte o strutturarsi in disturbi specifici. Ecco alcune delle fobie più note e curiose, con la relativa denominazione.

  • Agorafobia: paura degli spazi aperti
  • Claustrofobia: paura del chiuso
  • Nictofobia: paura del buio
  • Dismorfofobia: paura di avere un difetto fisico
  • Antropofobia: paura di andare in mezzo alla folla
  • Siderodromofobia: paura di andare in treno
  • Nosofobia o patofobia: paura di essere affetto da una malattia specifica (a differenza dell’ipocondria, che è la convinzione di essere malato)
  • Aracnofobia: paura dei ragni
  • Zoofobia: paura degli animali
  • Ereutofobia: paura di arrossire (anche della sola idea di arrossire)
  • Altre paure: di guidare (soprattutto dopo un incidente), dell’acqua, dei tuoni (e rumori in genere), di soffocare, vomitare, morire, degli uccelli, delle api, del sangue

 

Bibliografia

  • Contento M, Cline A, Russo M. Steroid Phobia: A Review of Prevalence, Risk Factors, and Interventions. Am J Clin Dermatol. 2021 Jul 21. doi: 10.1007/s40257-021-00623-6
  • Purssell E, Collin J. Fever phobia: The impact of time and mortality--a systematic review and meta-analysis. Int J Nurs Stud. 2016; 56:81-9
  • Savron G. Le fobie. Caleidoscopio italiano. 174, 2004

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