- Trazodone -

Il trazodone

Cos'è il trazodene?

Che cosa è il trazodone?

Il trazodone è un principio attivo scoperto dalla ricerca Angelini negli anni '60 e tuttora utilizzato nella terapia della depressione.1 Il trattamento con questa molecola ha lo scopo di contrastare le modifiche cerebrali legate all'insorgenza della malattia. Quando si instaura la depressione, infatti, i livelli cerebrali di alcune molecole possono risultare alterati. Si tratta di specifici neurotrasmettitori, sostanze di primaria importanza nel funzionamento cerebrale, che regolano qualsiasi attività del cervello, comprese le emozioni e l'umore. I neurotrasmettitori agiscono trasmettendo gli impulsi nervosi da una cellula (neurone) all'altra del cervello, attraverso strutture di connessione dette sinapsi. A livello di tali strutture, il neurone, da cui parte il segnale, libera negli spazi tra le cellule il neurotrasmettitore che si lega a siti specifici, chiamati recettori, del neurone successivo proseguendo la funzione di propagare l'impulso.

Nella depressione, alcuni neurotrasmettitori, tra i quali spicca per importanza la serotonina, possono essere presenti in quantità insufficienti. L'obiettivo delle terapie antidepressive è quindi il ripristino delle condizioni di normalità: aumentare la disponibilità e l'azione di queste molecole per contrastare la ridotta presenza riscontrata nella malattia e riportare i neuroni a uno stato di equilibrio. Questo può avvenire in modi diversi, a seconda del farmaco utilizzato.
Il trazodone agisce in maniera peculiare: l'effetto serotoninergico è mediato, infatti, da un duplice meccanismo di azione.1

  • Da una parte viene bloccato un tipo di recettore specifico per la molecola (recettore 5-HT2A), e questo è l'effetto principale del farmaco,
  • dall'altra viene aumentata la disponibilità della serotonina a livello delle sinapsi (mediante l'inibizione della ricaptazione)

L'effetto complessivo: la depressione migliora e si ha anche un'azione sedativa che viene sfruttata per combattere l'insonnia legata alla malattia.

Il trazodone, pur agendo mediante la serotonina, si differenzia dagli altri antidepressivi che intervengono solo liberando questo tipo di neurotrasmettitore, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della noradrenalina e della serotonina (SNRI). L'azione del trazodone è anche diversa da quella degli antidepressivi triciclici, molecole in uso da alcuni decenni.

Che cosa rende così peculiare l'azione del farmaco?
È il meccanismo molecolare attraverso il quale esso esercita la propria efficacia a renderlo differente: oltre all'azione serotoninergica, il trazodone, infatti, esercita anche un modesto effetto antistaminico, che contribuisce all'azione ipnotica, ed è in grado di bloccare anche altri tipi di recettori (alfa1), con effetto calmante.1

Le particolari caratteristiche del trazodone non solo ne fanno un farmaco a sé, ma favoriscono anche la sua tollerabilità: gli effetti collaterali dovuti al trattamento con la molecola1 sono minori rispetto ad altri antidepressivi, e nel caso compaiano, sono di entità inferiore a quelli degli altri farmaci. Si tratta di effetti quali la secchezza della bocca, stitichezza e tachicardia, ma anche riduzione della pressione arteriosa e modifiche della sfera sessuale, come la disfunzione erettile e la mancanza di orgasmo.


Quali sono le indicazioni terapeutiche del trazodone?

Il trazodone è indicato nel trattamento della depressione e nelle forme in cui oltre alla depressione è presente anche l'ansia.1-3 Si tratta di due condizioni psichiche differenti, ma per molti aspetti sovrapponibili: nella prima prevalgono gli aspetti legati all'abbassamento dell'umore, quali mancanza di interessi, stanchezza, insonnia, riduzione dell'autostima, ripiegamento e chiusura su se stessi; nella seconda compaiono, accanto a questi, anche paure immotivate, agitazione, evitamento di situazioni che possono mettere a disagio, irritabilità, incapacità di concentrazione. In entrambi i casi, si tratta di situazioni che possono dipendere da una causa precisa (un lutto, la perdita del lavoro, un obiettivo fallito, una malattia) e allora si parla di forme reattive; in altri casi, il nesso causa-effetto non è così evidente. L'intervento terapeutico va intrapreso precocemente, per evitare la cronicizzazione della malattia o il suo peggioramento, e spesso è affiancato dalla psicoterapia. La durata della malattia è variabile: alcune forme si risolvono in mesi, altre in anni. Altre ancora, dopo un primo episodio, rimangono a livello latente o subclinico per lungo tempo e poi si manifestano nuovamente, in ricadute di entità più o meno grave, anche più volte nella vita. Nei pazienti depressi aumenta il rischio di suicidio, l'esito più drammatico della malattia.4

Il trazodone, grazie alla sua azione antidepressiva e sedativa-ipnotica, può essere usato anche nei disturbi del sonno nell'anziano con demenza.5,6 Il farmaco può migliorare non solo il riposo del malato, ma anche ridurre l'agitazione legata allo scadimento delle capacità mentali. Molto spesso, i soggetti con demenza perdono il controllo delle emozioni e presentano modifiche del comportamento, assumendo toni aggressivi che non facevano parte del loro carattere quando erano ancora in salute, oppure diventando molto irrequieti.7 Il trazodone consente di intervenire su queste manifestazioni mostrando una buona tollerabilità.5,6

Un altro campo di applicazione del trazodone è il supporto nella terapia del dolore.1 Il dolore, soprattutto nelle forme croniche, è un fenomeno complesso che può derivare da un'ampia serie di alterazioni periferiche, quali malattie dell'apparato muscolo-scheletrico, malattie reumatiche, malattie neurologiche, ma anche da modifiche che compaiono a livello del sistema nervoso centrale.8 Il trattamento del dolore è, pertanto, basato su approcci diversi, a seconda del tipo di dolore e a seconda del tipo di malato. Accanto agli antidolorifici, dai più comuni farmaci da automedicazione agli oppioidi più o meno potenti, si usano molecole di classi farmacologiche diverse, tra cui gli antidepressivi quali il trazodone.8 Pur non essendo noto nei dettagli il meccanismo attraverso il quale questi farmaci agiscono nella terapia del dolore, il loro impiego è spesso coronato da risultati clinici soddisfacenti.


Come va assunto il trazodone?

Il trattamento con il farmaco va effettuato in maniera graduale, iniziando con basse dosi che possono essere via via aumentate fino al raggiungimento della dose di mantenimento stabilita dal medico.1 Poiché il trazodone è dotato di un'azione sedativa, è meglio assumerlo di sera, favorendo in questo modo anche il sonno, e dopo i pasti, in modo da ridurre gli effetti collaterali a livello del sistema digerente. Come per molti altri antidepressivi, l'efficacia del trattamento non è immediata, ma richiede alcune settimane (1-2) per manifestarsi.1

Questo perché l'azione è dovuta a cambiamenti che si instaurano gradualmente a livello cerebrale e che richiedono un certo periodo di tempo per portare a risultati clinici evidenti.1 Per quanto riguarda i dosaggi, la possibilità di dividere le compresse costituisce un vantaggio non indifferente. In questo modo si può variare la dose del farmaco in base alle caratteristiche cliniche del malato: il dosaggio dipende, infatti, dalla gravità dei sintomi, dall'età e dal peso corporeo del soggetto in cura. Inoltre, è più facile raggiungere la dose attiva in maniera graduale, aumentando via via le quantità di farmaco assunte giornalmente.1


Il trazodone induce effetti collaterali?

Come tutti i farmaci, il trazodone induce alcuni effetti indesiderati, tra i quali i più frequenti sono la sonnolenza e l'abbassamento della pressione arteriosa. Quest'ultima si manifesta soprattutto quando ci si alza da seduti o da sdraiati (ipotensione ortostatica).1

  • La sonnolenza è di gran lunga l'effetto collaterale più comune ed è spesso sfruttato a scopi terapeutici nelle persone che soffrono di insonnia, per favorire il riposo notturno.
  • La sedazione è proporzionale alla dose del farmaco e si protrae nel tempo. Se il farmaco viene assunto la sera, può manifestarsi come fenomeno residuo anche nella giornata successiva.1
  • L'abbassamento della pressione arteriosa è un effetto collaterale che tende a ridursi con il passare del tempo. La sua presenza, in soggetti con ipertensione che assumono contemporaneamente al trazodone anche un trattamento antipertensivo, può indurre il medico ad abbassare le dosi di quest'ultimo per compensare l'effetto sulla pressione causato dall'antidepressivo.1

Particolarmente sensibili all'azione ipotensiva del trazodone sono i soggetti anziani nei quali il fenomeno può determinare anche un aumento compensatorio del numero dei battiti cardiaci. Il trazodone deve essere usato con cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari, incluse le alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie).1 Può indurre un'eventuale comparsa di alterazioni del ritmo cardiaco.1


Quali sono gli altri effetti collaterali e le possibili interazioni del trazodone?

Il trazodone può indurre alterazioni delle capacità cognitive, diminuendo la lucidità mentale (ridotta vigilanza) di chi è in terapia con il farmaco.1 Queste modifiche, che pur possono essere presenti, compaiono però con intensità e frequenza minore rispetto agli antidepressivi triciclici o ai farmaci dotati di azione sedativa-ipnotica. La molecola influenza in modo marginale le capacità di guida e di utilizzo di macchinari nei soggetti in trattamento.1 In ogni caso, la possibilità che la terapia interferisca con l'abilità a eseguire queste azioni, con sonnolenza, sedazione, vertigini, stato confusionale o visione offuscata, va comunicata a chi assume il farmaco. Come per gli altri trattamenti che agiscono sul sistema nervoso centrale, anche il trazodone potenzia gli effetti sedativi dell'alcool. Pertanto, i soggetti in terapia con questa molecola devono evitare l'assunzione contemporanea di bevande alcoliche.1

Il comportamento del trazodone sul peso corporeo è, invece, diverso da quello degli altri antidepressivi. Il farmaco ha un'azione neutra sul peso corporeo: non induce né aumento né perdita sostanziale di peso.
L'assunzione di trazodone può causare talvolta un'erezione spiacevolmente persistente e inappropriata (priapismo). La sospensione del trattamento è normalmente sufficiente a eliminare questo effetto collaterale che, talvolta, può perdurare anche dopo l'interruzione della terapia e richiedere un intervento chirurgico correttivo. Raramente, il farmaco può indurre una disfunzione sessuale permanente.1
Una possibile interazione sfavorevole può comparire quando il trazodone viene assunto contemporaneamente all'anticoagulante warfarin: il rischio consiste in una variazione della coagulazione con l'aumento del tempo di protrombina.1


Il trazodone può far sviluppare dipendenza o desiderio di abuso del farmaco?

Il trazodone normalmente non induce dipendenza e non porta a fenomeni di abuso. Si comporta, pertanto, in maniera diversa dagli ansiolitici, soprattutto dalle benzodiazepine. Questo è stato osservato sia in studi clinici pianificati ad hoc sia nel corso dei normali trattamenti. Per quanto riguarda gli studi clinici, ne va menzionato uno in particolare, una ricerca condotta su uomini che in passato avevano avuto problemi di alcolismo o di abuso di droga. In tale studio, il trazodone è stato confrontato con altri farmaci ad azione sedativa e ipnotica (zolpidem e triazolam) con risultati favorevoli.9 L'uso del trazodone ha determinato un minor rischio di abuso rispetto al triazolam e allo zolpidem, in quanto è risultato meno associato a effetti piacevoli o al desiderio di assumere un'altra dose del farmaco.

I dati dello studio confermano le osservazioni fatte nella realtà clinica quotidiana: il trazodone presenta un rischio di abuso molto basso nei soggetti in trattamento con il farmaco. Che diventa, quindi, una valida alternativa alle benzodiazepine ipnotiche in chi ha avuto in passato problemi con alcol o droga. Il trazodone non causa sintomi da astinenza; tuttavia, la sospensione del trattamento va eseguita molto gradualmente, con dosi decrescenti del farmaco.1 In caso di brusca sospensione della terapia, possono insorgere sintomi lievi (nausea, mal di testa, insonnia) e per lo più trascurabili.1


Il trazodone può essere assunto in gravidanza?

Generalmente il farmaco è controindicato in gravidanza e allattamento.1 Tuttavia, attualmente i dati su donne in gravidanza trattate con il trazodone sono limitati e suggeriscono che il trazodone non esercita effetti pericolosi per l'andamento della gravidanza o per la salute del bambino.1 Studi sugli animali non hanno rilevato danni diretti o indiretti sulla gravidanza né sullo sviluppo embrionale/fetale, sul parto o sullo sviluppo del bambino dopo la nascita quando il farmaco è usato alle dosi terapeutiche. In ogni caso, l'uso del trazodone in gravidanza richiede una certa cautela. Quando il farmaco viene assunto fino al parto, i neonati dovrebbero essere controllati per l'eventuale comparsa di sintomi da astinenza.1


La terapia con trazodone può causare alterazioni dell'umore?

I pazienti malati che assumono antidepressivi vanno sempre tenuti sotto osservazione: i momenti più delicati sono le fasi iniziali della terapia e i momenti in cui si effettuano modifiche delle dosi di farmaco, soprattutto nelle persone a rischio maggiore. Le persone in terapia, e coloro che li assistono, devono essere consapevoli dell'importanza di rilevare e comunicare al proprio medico qualsiasi peggioramento dei sintomi o altre situazioni che possono comparire nel corso del trattamento: alterazioni dell'umore di senso opposto rispetto alla depressione (eccitazione, euforia, disinibizione), comportamenti o pensieri legati al suicidio, cambiamenti del comportamento in generale.1


Il trazodone può essere usato per trattare l'insonnia in pazienti non depressi?
L'uso del trazodone come trattamento off label per l'insonnia in pazienti non depressi è particolarmente diffuso, anche se poco studiato (e non autorizzato).10

Il trazodone può essere usato nel trattamento dell'alcolismo?
Vi sono dati a favore dell'uso off label del trazodone nella terapia dell'alcolismo: il farmaco è infatti in grado di migliorare gli effetti del trattamento dell'alcolismo e dei sintomi da sospensione dell'alcol, come dimostra una ricerca condotta su alcolisti cronici precedentemente sottoposti a trattamento disintossicante. Tre mesi di terapia con trazodone (135 mg al giorno) hanno ridotto il desiderio di bere (craving), oltre ad aver diminuito i sintomi depressivi e l'ansia legati alla sospensione dell'alcol.11

In che formulazioni esiste il trazodone?

Il trazodone è disponibile in Italia con il nome commerciale di Trittico®. Il farmaco è presente in forma di:

  • compresse da 50 mg e 100 mg (divisibili in due);
  • gocce;
  • compresse a rilascio prolungato da 75 mg e 150 mg (divisibili in tre);
  • fiale per iniezione intramuscolare ed endovenosa da 50 mg/5 ml.1

All'estero, è reperibile con nomi e formulazioni commerciali differenti (Desyrel®, Oleptro® ecc.).


Bibliografia
  1. RCP Trittico®.
  2. [No authors listed]. Extended-release trazodone (Oleptro) for depression. Med Lett Drugs Ther 2010;52(1351):91-2.
  3. Sheehan DV, Croft HA, Gossen ER, et al. Extended-release trazodone in major depressive disorder: a randomized, double-blind, placebo-controlled study. Psychiatry (Edgmont) 2009;6(5):20-33.
  4. Maremmani I (a cura di). Manuale di neuropsicofarmacoterapia psichiatrica e dell'abuso di sostanze. Pisa: Pacini Editore 2001:187-93.
  5. Henry G, Williamson D, Tampi RR. Efficacy and tolerability of antidepressants in the treatment of behavioral and psychological symptoms of dementia - a literature review of evidence. Am J Alzheimers Dis Other Demen 2011;26(3):169-83.
  6. Seitz DP, Adunuri N, Gill SS, et al. Antidepressants for agitation and psychosis in dementia. Cochrane Database Syst Rev 2011;(2):CD008191.
  7. Caddell LS, Clare L. The impact of dementia on self and identity: a systematic review. Clin Psychol Rev 2010;30(1):113-26.
  8. Micó JA, Ardid D, Berrocoso E, Eschalier A. Antidepressants and pain. Trends Pharmacol Sci 2006;27(7):348-54.
  9. Rush CR, Madakasira S, Hayes CA, et al. Trazodone and triazolam: acute subject-rated and performance-impairing effects in healthy volunteers. Psychopharmacology 1997;131:9-18.
  10. Monografia, pag. 31.
  11. Janiri I, Hadjichristos A, Buonanno R, et al. Adjuvant trazodone in the treatment of alcoholism: an open study. Alcohol Alcohol 1998;33:362-5.


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