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Antidepressivi triciclici

Cosa sono gli antidepressivi triciclici (TCA)?

Gli antidepressivi triciclici devono il loro nome alla struttura chimica, composta da 3 anelli. Il loro impiego clinico risale ai primi anni 50'. Sono farmaci efficaci, tanto che negli studi clinici sono ancora utilizzati come confronto per stabilire l'efficacia dei farmaci più moderni, come gli SSRI.

Antidepressivi triciclici più utilizzati in Italia:

  • Amitriptilina
  • Clomipramina
  • Imipramina
  • Desipramina
  • Nortriptilina
In Italia vi sono ancora alcuni composti nei quali gli antidepressivi triciclici sono associati a una benzodiazepina o a un antipsicotico, ma non vengono quasi più utilizzati, in quanto è sempre preferibile utilizzare i farmaci separatamente in modo da dosarli in modo personalizzato.

Come funzionano?
Gli antidepressivi triciclici agiscono attraverso l'inibizione non selettiva della ricaptazione dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del tono dell'umore e del piacere, principalmente serotonina, noradrenalina e dopamina. A questo si deve la loro azione terapeutica. Purtroppo però possiedono anche un'azione a livello di altri recettori, come i recettori colinergici, muscarinici, istaminergici, che sono la causa degli effetti indesiderati.

In quali patologie sono indicati?

Gli antidepressivi triciclici sono utilizzati principalmente nel trattamento dei disturbi dell'umore (depressione, distimia, disturbi bipolari), in particolare nelle forme resistenti al trattamento di 1° scelta (SSRI). Possono essere impiegati anche nel trattamento di altri disturbi mentali:

Trovano inoltre utile impiego in altre situazioni cliniche come il dolore cronico, le nevralgie o il dolore neuropatico (come ad esempio il "fuoco di S. Antonio"), la profilassi dell'emicrania (non per l'attacco in fase acuta), la sindrome di Tourette (sindrome con gravi tic nervosi), nell'enuresi notturna (pipì a letto dei bambini).

Modalità di assunzione
La modalità di assunzione è come sempre graduale, si raccomanda sempre di seguire le indicazioni del medico e di avvertirlo in caso di comparsa di effetti indesiderati.

Cosa aspettarsi dalla terapia e come si manifesta l’effetto terapeutico?
Gli antidepressivi triciclici non hanno un'efficacia immediata, occorre una latenza di circa 2-4 settimane, a seconda del composto. Non sono meno efficaci dei nuovi composti (SSRI), ma presentano più effetti indesiderati, per questo motivo non sono più di 1° scelta.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più frequenti sono la sedazione, l'ipotensione ortostatica (abbassamento brusco della pressione arteriosa quando ci si alza, che provoca capogiri), la secchezza delle fauci (bocca asciutta), i disturbi della vista, principalmente nella capacità di accomodazione ("visione offuscata"), aumento di peso, stitichezza, ritenzione urinaria, confusione e disfunzioni sessuali (a dosi elevate). Inoltre vi è il rischio di insorgenza di disturbi cardiaci, specie del ritmo. Possono inoltre peggiorare una preesistente situazione di glaucoma o di ipertrofia prostatica.

Se il trattamento viene prolungato spesso si sviluppa tolleranza nei confronti di questi effetti, ma è difficile per alcuni pazienti "portare pazienza" fino al raggiungimento della dose terapeutica.

Gli antidepressivi triciclici, come gli altri antidepressivi, non danno dipendenza.

Dati recenti di letteratura hanno smentito l'ipotesi di un maggiore rischio di ideazione suicidaria e/o tentativi di suicidio durante terapia con antidepressivi, sia con TCA che con i più moderni SSRI.

Interazioni
Gli antidepressivi triciclici possono incrementare la risposta all'alcool, gli effetti dei barbiturici, degli antistaminici e di altri farmaci psicotropi.

Gravidanza e allattamento
L'assunzione di antidepressivi triciclici durante la gravidanza e l'allattamento deve essere evitata.

Avvertenze
Poiché gli antidepressivi triciclici possono causare ipotensione ortostatica, variazioni della glicemia, turbe dell'emopoiesi (come agranulocitosi, una condizione caratterizzata da importante riduzione dei globuli bianchi), del fegato e del rene, è raccomandabile eseguire periodici controlli della pressione arteriosa, della glicemia, della crasi ematica, della funzionalità epatica e renale. In caso di comparsa di febbre, angina o altri sintomi non presenti prima del trattamento, è sempre bene riferirlo al proprio medico.

Bibliografia
  • Kaplan & Sadock's: Trattamento farmacologico in psichiatria. Guida pratica. 6° Ed., Edra, 2015
  • Cheung K, et al. Antidepressant use and the risk ofsuicide: a population-based cohort study. J Affect Disord. 2015, 15;174:479-84.

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