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Fattori di rischio del disturbo depressivo persistente

Fattori di rischio sono la familiarità per disturbi dell'umore e la perdita o separazione dai genitori durante l'infanzia.


Si è osservato che alcuni fattori influenzano in maniera negativa il decorso della malattia: livelli più alti di nevrosi (affettività negativa: tendenza a "vedere tutto nero", pessimismo), una maggiore gravità dei sintomi, più povero funzionamento globale (ad esempio la persona non riesce ad essere brillante, ad avere buone prestazioni nella sfera sociale e lavorativa) e la presenza di disturbi d'ansia o disturbo della condotta.

È stato osservato che il circuito cerebrale che coinvolge la corteccia prefrontale, cingolo anteriore, amigdala e ippocampo è implicato nello sviluppo del disturbo depressivo persistente.

 

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