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Disturbo da sintomi somatici (Disturbo somatoforme)

Inquadramento del disturbo somatoforme
L'esordio del disturbo da sintomi somatici (disturbo somatoforme) può essere spontaneo e graduale oppure legato a un fatto specifico, come una grave malattia pregressa (anche soltanto sospettata, in attesa di diagnosi) propria o di un proprio caro. Nel primo caso, il disturbo tende a persistere per tutta la vita, risultando difficile da contrastare anche con trattamenti adeguati. Nel secondo, di solito, il problema è transitorio e si risolve da solo nell'arco di pochi mesi, man a mano che si elabora e si supera l'esperienza negativa.

Un rapporto critico problematico o caratterizzato da scarsa fiducia con il medico di base e/o il sospetto che non presti la giusta attenzione ai problemi malesseri dei pazienti è un sono elementi che possono può facilitare lo sviluppo e il mantenimento del disturbo da sintomi somatici disturbo somatoforme. Tuttavia, ma va precisato che, in genere, le persone che ne soffrono i soggetti ipocondriaci hanno pretese decisamente eccessive sul piano sanitario, che non possono e non devono essere soddisfatte in quanto del tutto inappropriate dal punto di vista clinico. Anche il migliore dei medici, quindi, difficilmente riuscirà a conciliare la loro l'esigenza di rassicurazione clinica di questi pazienti con la prescrizione di un numero ragionevole di analisi e valutazioni specialistiche.


La conseguenza abbastanza tipica è che la persona affetta da disturbo da sintomi somatici l'ipocondriaco tende a lamentarsi diffusamente del proprio medico di famiglia, a cambiarlo frequentemente e a rivolgersi, ogniqualvolta gli sia possibile, direttamente a specialisti di varie aree cliniche. Anche in questo caso, il bisogno di conferme è esasperato: vengono ricercati più pareri sullo stesso sintomo, interpellando molti esperti della stessa o di diverse discipline e sottoponendosi agli esami e agli approcci terapeutici più disparati, ma ritrovandosi alla fine sempre insoddisfatti.

Neppure le eventuali terapie di volta in volta proposte aiutano a placare l'ansia dei pazienti con disturbo da sintomi somatici perché, spesso, i sintomi presenti non rispondono ai trattamenti di norma previsti per alleviare sintomi analoghi, ma di natura effettivamente organica. Ciò rinforza ulteriormente la loro convinzione di essere curati male e di dover rivolgersi ad altri specialisti per trovare una soluzione.


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Sintomi e diagnosi del disturbo da sintomi somatici
I sintomi fisici che possono essere lamentati da una persona con disturbo da sintomi somatici possono essere estremamente variabili e interessare qualsiasi parte del corpo. In genere, il dolore, localizzato in una zona particolare o generalizzato, è il sintomo lamentato più spesso, da solo o insieme ad altre problematiche, mentre la prevalenza di specifiche manifestazioni è legata anche a fattori culturali e sociali dell'ambiente in cui vive il paziente. mentre la loro L'intensità del disagio provato è spesso solitamente definita "notevole", "intollerabile", "indescrivibile", ma può essere anche "lieve" o "moderata". A volte, anche sensazioni fisiche del tutto normali possono essere interpretate come manifestazioni estremamente gravi da chi soffre di disturbo da sintomi somatici.

I sintomi fisici più tipici di chi soffre di disturbo da sintomi somatici comprendono:
  • mal di testa;
  • nausea e vomito;
  • gonfiore e dolore addominale;
  • diarrea o stitichezza;
  • alterazioni del ritmo cardiaco (palpitazioni e aritmie);
  • stanchezza e mancamenti;
  • crampi addominali;
  • intensi dolori di tipo mestruale;
  • perdita del desiderio sessuale;
  • disturbi urinari;
  • disfunzione erettile o problemi dell'eiaculazione;
  • sintomi neurologici (nevralgie e dolori di vario tipo, formicolii, cali di forza, alterazioni della sensibilità ecc.).

Per emettere una diagnosi di disturbo da sintomi somatici uno o più dei sintomi citati (o altri non elencati) devono essere presenti per almeno sei mesi (anche in modo non continuativo e variabili per tipologia/combinazione) e generare una considerevole preoccupazione del tutto immotivata (indagini mediche approfondite devono aver già escluso la presenza di malattie fisiche meritevoli di trattamento).

Chi soffre di disturbo da sintomi somatici tende a essere estremamente dipendente dagli altri, a ricercare continuamente supporto e rassicurazione, a controllare ripetutamente una o più parti del corpo alla ricerca di anomalie o per controllare possibili variazioni di dettagli, a evitare qualunque tipo di attività fisica (ritenuta dannosa per la salute) e ad assumere atteggiamenti aggressivi di fronte a chi lo contraddice, soprattutto su questioni relative alla salute.

In aggiunta, i pazienti presentano spesso problemi a livello psicologico, in particolare depressione e/o disturbi d'ansia, che possono essere precedenti/concomitanti con l'esordio del disturbo da sintomi somatici dell'ipocondria oppure svilupparsi secondariamente come conseguenza del deterioramento della qualità di vita e delle relazioni determinato dal loro atteggiamento dall'ipocondria stessa. A volte, il disturbo da sintomi somatici disturbo somatoforme si associa anche a disturbo di personalità, soprattutto di tipo borderline e antisociale.

Nei bambini con disturbo da sintomi somatici i malesseri più spesso lamentati sono i dolori addominali ricorrenti, il mal di testa, la spossatezza e la nausea (in genere, uno solo per volta), mentre prima dell'adolescenza manca pressoché completamente la preoccupazione per il singolo sintomo o per la salute in generale. Riconoscere precocemente il disturbo da sintomi somatici nei bambini è fondamentale per evitare di innescare comportamenti strumentali nei confronti dei genitori (richiesta di attenzioni e favoritismi, assenze da scuola, esoneri dall'attività sportiva ecc.) che possono far consolidare il disturbo e indurre ad atteggiamenti diseducativi.


 


Trattamento del disturbo da sintomi somatici disturbo somatoforme
Il trattamento del disturbo da sintomi somatici disturbo somatoforme, nella maggior parte dei casi, è una vera e propria sfida, spesso destinata a fallire proprio a causa delle caratteristiche della malattia. Innanzitutto, la persona interessata l'ipocondriaco tende a rifiutare radicalmente l'idea che i suoi malesseri possano avere un'origine psicologica e ciò fa sì che, nella sua ricerca dello specialista capace di dargli sollievo, eviti di rivolgersi all'unico che potrebbe veramente aiutarlo: lo psichiatra. Anche quando i familiari riescono a convincerlo a sperimentare un approccio psicoterapeutico, poi, è abbastanza difficile che lo specialista riesca a costruire una relazione di fiducia con il paziente e a fargli riconsiderare l'origine e la natura dei propri malesseri in un'ottica differente.

Nei casi in cui si riesce a instaurare un dialogo franco e sereno tra medico e paziente, il primo passo della terapia è sarà indirizzato a cercare di capire quali sono i fattori psicologici che hanno innescato il disturbo da sintomi somaticie ad analizzare il legame esistente tra l'andamento dei sintomi fisici e il livello di ansia e preoccupazione per la salute. L'approccio più indicato in questi casi è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, focalizzata sull'analisi dei sintomi e sulle convinzioni che li alimentano, le cosiddette "distorsioni cognitive". Il percorso terapeutico, di norma, non è né breve né semplice, perché la disponibilità a mettersi in discussione di questi pazienti è molto scarsa.
Purtroppo, per contrastare il disturbo da sintomi somatici disturbo somatoforme non si hanno a disposizione interventi farmacologici specifici risolutivi. Tuttavia, i farmaci antidepressivi possono risultare utili per gestire i sintomi depressivi e l'ansia che tipicamente accompagnano il disturbo l'ipocondria, migliorando la qualità di vita generale del paziente e favorendo una migliore accettazione del percorso psicoterapeutico.

Fonti