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Jet-lag è un avversario in più per gli atleti

Chissà se i migliori atleti a livello mondiale ormai alle prese con le prime gare delle Olimpiadi di Londra 2012 hanno seguito le raccomandazioni del professor Charles Samuel del Centre for Sleep and Human Performance di Calgary (Canada), da poco pubblicate sul Clinical Journal of Sport Medicine, per superare indenni i trasferimenti più o meno impegnativi dai Paesi di origine verso il Regno Unito. Probabilmente sì, o comunque avrebbero dovuto farlo se il loro itinerario ha previsto l'attraversamento di tre o più meridiani, con relativo fuso orario in difetto o in eccesso di alcune ore. Il fenomeno del jet-lag, che accompagna viaggi prolungati verso Ovest o verso Est e che abitualmente disturba tutti i comuni mortali, può infatti avere ripercussioni particolarmente negative sulle prestazioni sportive e sul risultato delle gare, rischiando di far perdere medaglie in realtà meritatissime e di destabilizzare un organismo esposto allo sforzo particolarmente intenso della competizione agonistica d'alto livello. Per contrastare il jet-lag, il professor Samuel ricorda agli atleti l'importanza dell'adattamento preliminare ai nuovi orari (cercando di regolare i tempi del sonno, degli allenamenti e dei pasti sul fuso orario presente a destinazione già 1-2 settimane prima della partenza); di sfruttare opportunamente il viaggio come fase di ulteriore sincronizzazione (per esempio, se si viaggia verso Ovest, dormendo durante il giorno per arrivare sul posto riposati e riuscire a non addormentarsi di pomeriggio, subito dopo l'arrivo); se necessario, di utilizzare, durante il viaggio e a destinazione, farmaci in grado di favorire e/o normalizzare il sonno, concordati con il medico; di seguire (non soltanto in occasione dei viaggi) buone regole di igiene del sonno, andando a dormire e alzandosi più o meno sempre alla stessa ora, mantenendo ritmi di vita regolari (con particolare riferimento agli orari dei pasti e dell'attività fisica), dormendo almeno 6-7 ore ogni notte e predisponendo la stanza in modo che sia buia, silenziosa e con una temperatura confortevole. Tutti consigli indicati anche per chi non è candidato all'oro olimpico, ma si appresta a partire per vacanze più o meno esotiche.

Fonte
Samuels CH. Jet lag and travel fatigue: a comprehensive management plan for sport medicine physicians and high-performance support teams. Clin J Sport Med 2012;22(3):268-73