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Il web aumenta l'ipocondria

Google, Wikipedia, banche dati di ogni tipo, blog, forum, servizi di "Chiedi all'esperto", glossari e articoli più o meno scientifici o divulgativi pubblicati on line rappresentano indubbiamente una risorsa preziosa per ottenere rapidamente un gran numero di informazioni sulla salute, aumentando le proprie conoscenze in materia, risolvendo dubbi e placando ansie più o meno importanti. Ma si tratta di risorse che vanno sapute usare, sia quando si tratta di selezionare le fonti realmente affidabili sia al momento di interpretare le risposte ottenute nella ricerca, dando loro il giusto peso. Purtroppo, in molti casi ciò non avviene. Una recente ricerca effettuata dal Pew Research Center's Internet & American Life Project di Washington in collaborazione con la California Health Foundantion, indica che circa l'80% degli utilizzatori di Internet usa questo strumento anche per cercare notizie sulla salute (in particolare, riguardo ai sintomi delle malattie e ai farmaci per contrastarle o i centri medici a cui rivolgersi) e che a farlo sono soprattutto le donne, chi deve occuparsi di una persona anziana o ammalata, gli adulti tra 20 e 45 anni e chi ha un titolo di studio medio-alto e maggiori disponibilità economiche. L'intensità delle ricerche on line su temi di salute registrata è stata talmente elevata che i ricercatori sono giunti alla conclusione che in non pochi casi questa libertà di accedere a informazioni non mediate da personale sanitario competente possa favorire lo sviluppo o peggiorare condizioni di ipocondria più o meno conclamate. L'ossessione per la salute in rete, che alcuni hanno battezzato "cybercondria", è un fenomeno che medici di Medicina generale e specialisti stanno toccando con mano già da alcuni anni, ritrovandosi sempre più spesso a interagire con pazienti che arrivano in studio angosciati da autodiagnosi estrapolate dal web che si rivelano, poi, a tutti gli effetti inconsistenti o, quantomeno, imprecise. Il consiglio? In presenza di malesseri fisici interpellate sempre il medico prima di lasciarvi travolgere da ansie infondate e se vi accorgete di navigare obiettivamente troppo spesso tra siti web di ospedali ed enciclopedie mediche on line senza ragioni fondate chiedetevi se è un'attività che vi aiuta a stare meglio o se è soltanto un modo per placare un'ansia che richiederebbe soluzioni di ben altro tipo.

Fonte
Pew Research Center's Internet & American Life Project