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Il picco del disturbo bipolare è nell'adolescenza

Il riscontro di almeno un episodio maniacale è l'elemento chiave che consente al medico di stabilire se una persona soffre di disturbo bipolare, una malattia psichiatrica caratterizzata dall'alternanza di fasi di iperattività, umore euforico e comportamento sopra le righe (gli episodi maniacali, appunto) e altre di depressione, con sintomi del tutto simili a quelli depressione unipolare (riduzione del tono dell'umore, dell'energia e dell'autostima; profonda tristezza; sentimenti di angoscia e disperazione ecc.), intervallate tra loro da periodi di relativo benessere. Purtroppo, in genere, l'episodio maniacale non è la prima manifestazione del disturbo bipolare e ciò, per anni, ha impedito ai pazienti di ottenere un inquadramento corretto precoce, venendo classificati come affetti da depressione maggiore e, quindi, trattati in modo non del tutto adeguato, spesso per periodi prolungati. Oggi, fortunatamente, non è più così. La sensibilità e le conoscenze dei clinici su questa patologia sono notevolmente aumentate, con riflessi positivi sulla loro capacità di emettere più rapidamente diagnosi precise. Un miglioramento testimoniato anche da una recente indagine condotta su un campione rappresentativo di oltre 10.000 adolescenti statunitensi, di età compresa tra 13 e 18 anni, esaminati in ambito scolastico o contattati a domicilio. In base ai dati rilevati, il primo episodio maniacale indicativo di disturbo bipolare si verifica (e viene riconosciuto) con probabilità crescente con l'aumentare dell'età, raggiungendo intorno ai 18 anni tassi paragonabili a quelli delle diagnosi di disturbo bipolare in età adulta. Ciò significa, in sostanza, che oggi, diversamente dal passato, un ragazzo affetto da disturbo bipolare ha ottime probabilità di ricevere una diagnosi corretta e terapie adeguate, in media, nell'arco di 1-3 anni. Un vantaggio notevole perché ciò permette di ridurre i rischi nell'immediato (in particolare, attuando una migliore prevenzione dei suicidi e di altri comportamenti anticonservativi, molto frequenti tra questi pazienti) e a lungo termine (dal momento che un trattamento non corretto può peggiorare l'evoluzione del disturbo).

Fonte
Merikangas KR, Cui L, Kattan G, et al. Mania with and without depression in a community sample of US adolescents. Arch Gen Psychiatry 2012;69(9):943-51.