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Un film documentario sui disturbi del comportamento alimentare

"Ciò che mi nutre mi distrugge - Quod me nutrit me destruit" (Brunetti R, De Laurentis I. B&B Film, 2013) è il titolo di un prezioso film documentario sui disturbi del comportamento alimentare che probabilmente non richiamerà file ai botteghini, ma che dovrebbe. Perché, per una volta, in luogo di trattazioni romanzate e un po' posticce, vengono presentate storie vere, di pazienti reali e delle loro famiglie, che si impara a conoscere, e un po' a capire, seguendo il loro percorso di cura. Un percorso fatto di ostacoli quotidiani (in ogni risveglio, in ogni gesto, in ogni sguardo, in ogni pasto consumato o rifiutato, in ogni ora sottratta al sonno), piccole sofferte conquiste, tanta speranza e voglia di guarire che, se non supportate dalla vicinanza umana e affettiva unita alla competenza clinica, rischiano in ogni istante di venire meno. Anche gli spazi della terapia sono concreti e corrispondono al Centro per la Cura dei Disturbi Alimentari della ASL Roma E, una struttura pubblica d'eccellenzaper il trattamento di queste malattie, che ha sede presso il Comprensorio di Santa Maria della Pietà di Roma. E vero è anche lo psichiatra che conduce le sedute, il dottor Armando Cotugno, responsabile del centro. Il film si sviluppa nell'arco di un anno e racconta, seduta dopo seduta, i percorsi terapeutici di quattro pazienti (Giulia, Silvia, Sonia e Marie Louise) molto diverse tra loro per età, storia personale e ambiente di vita, accomunate dal fatto di soffrire da periodi più o meno prolungati di anoressia e/o bulimia. L'accesso alle sedute di psicoterapia cognitivo-comportamentale è un'occasione unica per penetrare l'essenza del disturbo e intuire che cosa significa viverlo in prima persona. La camera registra le storie, gli scontri, i ricordi, le sensazioni, i sentimenti nel momento in cui si svelano alle persone stesse, in cui vengono fatti emergere, non senza sforzo. Si assiste all'evoluzione del rapporto che ciascuna paziente ha con se stessa, con la realtà esterna e con le persone che le stanno intorno. Il terapeuta provoca la discussione, le aiuta a esprimersi, a capire la propria malattia, a imparare, a poco a poco, a gestirla. A volte, la paziente affronta le sedute da sola, altre insieme alla famiglia. Allora, la tensione diventa tangibile, trasmette la densità delle cose non dette, del dolore condiviso tra le mura domestiche. «Solamente osservando quanto si dice, o non si riesce a dire durante la terapia, osservando i gesti, gli sguardi, le reazioni, si riesce a comprendere le dinamiche che sottendono al disturbo alimentare», sottolineano gli autori dell'opera, Raffaele Brunetti e Ilaria De Laurentis, nelle note di regia. «Un film che potesse mostrare a tutti cosa avviene durante le terapie è sembrato il modo più efficace per affrontare questo tema. La scelta presuppone uno stile di regia di tipo "osservazionale", che permette di penetrare a fondo nelle singole storie, affrontare il tema senza sentimentalismi o retorica, arrivare dove nessun commento, intervista o ricostruzione servirebbe a rendere così nitida la realtà. I silenzi durante le sedute di terapia parlano più delle parole. Gli sguardi, i gesti, le reazioni, raccontano emozioni forti, conflitti interiori, dramma e speranza». "Ciò che mi nutre mi distrugge - Quod me nutrit me destruit" è stato presentato ufficialmente lo scorso dicembre in occasione del 54° Festival dei Popoli di Firenze, festival internazionale del film documentario (30 Novembre - 7 Dicembre 2013). Sabato 15 marzo 2014, in occasione della 3a Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla dedicata alla sensibilizzazione e prevenzione dei disturbi alimentari, il film è stato proiettato in teatri e cinema d'essai di sette città italiane (Cagliari, Carrara, Cesena, Genova, Milano, Pordenone e Roma). Data l'importanza dei contenuti e l'efficacia della rappresentazione, è auspicabile che nel prossimo futuro gli sia data ulteriore diffusione e risonanza.

Fonte
Brunetti R, De Laurentis I. Ciò che mi nutre mi distrugge - Quod me nutrit me destruit. B&B Film, 2013.


Pubblicato il 20 marzo 2014