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Il bisogno di sonno è scritto nel DNA

Dormire poco non significa necessariamente soffrire di insonnia. Se nonostante 4-5 ore di sonno per notte vi sentite reattivi e in forma, forse rientrate in quel ristretto gruppo di persone geneticamente predisposte a "ricaricarsi" in modo più rapido della media, senza patirne alcun danno. Secondo una ricerca europea coordinata da Till Roenneberg e Karla Allebrandt, due cronobiologi della Ludwig Maximilians University di Monaco (Germania), questa particolare caratteristica dipenderebbe da un gene chiamato ABCC9, responsabile della regolazione della "sveglia interna" che controlla la durata del sonno notturno. Chi ne possiede una specifica variante in duplice copia tende a dormire sempre poco, senza accusare sonnolenza durante il giorno. Per individuarlo, i ricercatori hanno chiesto a oltre 4000 persone di vari Paesi europei, Italia compresa, di compilare un questionario sulle loro abitudini notturne, sottoponendo poi tutti i partecipanti ad analisi genetica. Il gene ABCC9 era già noto per la sua capacità influenzare la predisposizione a sviluppare malattie cardiache e diabete e nella scala evolutiva appare particolarmente "conservato", suggerendone un ruolo biologico fondamentale in gran parte degli esseri viventi, compreso il moscerino della frutta. I ricercatori non si sono fatti scappare l'occasione di valutare che cosa accadesse al suddetto moscerino "spegnendo" il gene ABCC9. Risultato: gli insetti dormivano meno e infastidivano di più. Un esperimento da non estendere su scala universale, ma che indica un nuovo possibile meccanismo su cui agire per migliorare la durata e la qualità del sonno in chi vorrebbe dormire e non ci riesce.

Fonte:
Allebrandt KV, Amin N, Müller-Myhsok B, et al. A KATP channel gene effect on sleep duration: from genome-wide association studies to function in Drosophila. Molecular Psychiatry November 22, 2011; doi:10.1038/mp.2011.142