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Disagio mentale associato allo status sociale percepito

Non serve il supporto degli studi clinici per affermare che le crescenti difficoltà economiche, la precarietà lavorativa e lo scadimento delle condizioni sociali degli ultimi anni hanno contribuito a promuovere e ad aggravare il disagio mentale in tutti i Paesi del mondo interessati dalla crisi. Basta osservare l'impennata del numero delle richieste di supporto specialistico per problemi di depressione, ansia e disturbi del controllo degli impulsi, come disturbo ossessivo compulsivo, gioco d'azzardo patologico, disturbi del comportamento alimentare, spesso associati ad abuso alcolico e di sostanze psicotrope, avvenuta a partire dal 2010. Comunque, a voler corroborare le innegabili evidenze di realtà con dati scientifici, di studi a riguardo se ne trovano parecchi. Tra i più recenti pubblicati, ce n'è uno che ha analizzato la relazione tra status sociale soggettivamente percepito e probabilità di soffrire di un disturbo mentale dei 16 presi in considerazione tra quelli più diffusi e più facilmente influenzati dall'ambiente e dalle condizioni di vita.

L'indagine ha coinvolto oltre 56mila persone adulte di 18 Paesi con diverso reddito nazionale medio (alto, medio o basso), distribuiti tra America latina, Asia, Europa, Medio Oriente, Stati Uniti e Sud Pacifico. Ad ogni partecipante è stato chiesto di rispondere a una serie abbastanza corposa di domande tese a precisare lo status sociale individuale percepito in termini di reddito, livello di istruzione e attività professionale svolta. Tutti i partecipanti sono stati, quindi, esaminati con uno strumento diagnostico validato, la Composite International Diagnostic Interview, al fine di stabilire quanti avessero sofferto di uno dei disturbi psichiatrici monitorati nell'arco dei 12 mesi precedenti l'indagine. Risultato: in tutti i Paesi considerati lo status sociale percepito è apparso inversamente correlato alla probabilità di soffrire di una qualche forma di disagio psichico (ossia più lo status era basso, maggiore era la probabilità di malattia). Tale correlazione è risultata particolarmente marcata e significativa nei Paesi caratterizzati da condizioni di vita mediamente migliori, dove guadare poco, essere poco istruiti, svolgere un lavoro poco prestigioso o, per qualunque ragione, sentirsi in fondo alla scala sociale è tendenzialmente meno accettato.

In particolare, è stato calcolato che il rischio di soffrire di uno dei 16 disturbi psichiatrici considerati aumentava dal 40% al 500% circa (ossia cinque volte di più) per chi sentiva di avere uno status sociale basso anziché alto, in funzione dello specifico disturbo e della zona di residenza. Gli Autori sottolineano che, per la natura dell'indagine, non è possibile stabilire se siano le condizioni socioeconomiche individuali percepite ad aumentare il rischio di disagio mentale o se sia il disagio mentale a ridurre le possibilità di successo sociale, ma una cosa è certa: le due variabili non sono indipendenti e bisogna tener conto di entrambe, a livello sanitario e politico, se si vuole tutelare il benessere dei singoli cittadini e della società.

Fonte: Scott KM et al. Associations Between Subjective Social Status and DSM-IV Mental Disorders - Results From the World Mental Health Surveys. JAMA Psychiatry, 2014; doi:10.1001/jamapsychiatry.2014.1337