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L'ansia moltiplica il rischio di dispepsia ma non di reflusso

L’ansia aumenta il rischio di dispepsia

Che stati di tensione, ansia e stress possano associarsi ad alterazioni dell'appetito e a disturbi digestivi di vario tipo è esperienza abbastanza comune. Come, d'altro canto, è un fatto abbastanza naturale che chi soffre di dispepsia (sensazione di peso e gonfiore allo stomaco dopo i pasti, accompagnata da difficoltà digestive), bruciore gastrico o reflusso gastroesofageo abbia una maggior tendenza al nervosismo e all'ansia a causa dei disagi provocati da questi disturbi. Tuttavia, finora, nessuno si era preoccupato di valutare in modo rigoroso i dettagli della correlazione tra questi fastidi gastroenterici molto comuni e i disturbi d'ansia.

Ci ha pensato un gruppo di ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma (Svezia), in collaborazione con i ricercatori dell'Università di Newcastle (Australia) e di due centri clinici finlandesi. Lo studio si è concentrato su un gruppo di mille adulti di entrambi i sessi, selezionati casualmente dal più ampio campione di 3mila persone rappresentative della popolazione svedese, già coinvolte nel precedente studio nazionale Kalixanda. A tutti i partecipanti allo studio Kalixanda era stato a suo tempo somministrato un questionario, l'Abdominal Symptoms Questionnaire, relativo ai sintomi addominali sperimentati tra il 1998 e il 2001. Le risposte a questo questionario sono state utilizzate per stabilire il livello di benessere gastrico basale dei mille soggetti arruolati nel nuovo studio.

Lo stesso questionario, insieme a una scala di valutazione validata per i disturbi ansiosi e depressivi (la Hospital Anxiety and Depression Scale), è stato riproposto all'inizio del nuovo studio e seguito dall'esecuzione di un esame endoscopico. Tutti i soggetti sottoposti a endoscopia (887 persone) con caratteristiche adeguate sono stati, quindi, invitati a partecipare a una fase di monitoraggio di tre mesi, da maggio ad agosto 2010. Dall'analisi combinata delle risposte ai diversi questionari e dagli esiti delle indagini endoscopiche è emerso che il 15,5% dei partecipanti presentava dispepsia alla valutazione iniziale e il 13,3% al follow up e che in circa la metà dei casi si trattava di un disturbo di nuova insorgenza. A soffrire di reflusso gastroesofageo era invece il 38,8% dei partecipanti alla prima valutazione e il 39,8% al follow up; in questo caso, il disturbo è risultato essere di nuova insorgenza in circa un paziente su tre.

La presenza di un disturbo d'ansia è risultata fortemente correlata con il malessere gastrico dopo i pasti sia alla valutazione iniziale sia al follow up, con una frequenza aumentata rispettivamente di ben 4,83 e 8,12 volte. Al contrario non è emersa alcuna specifica associazione tra il disturbo d'ansia e il dolore epigastrico tipico del reflusso. In particolare, è stato osservato che la presenza di ansia fin dalla valutazione iniziale esponeva a un maggior rischio di sviluppare dispepsia nel periodo successivo, con un riscontro aumentato di 7,6 volte al follow up. Questa associazione non è invece stata riscontrata nel caso del reflusso gastroesofageo. Inoltre, le ripercussioni gastriche negative sono risultate essere specifiche dell'ansia, e non riscontrabili tra i pazienti con diagnosi di depressione.

Fonte: Aro P et al. Anxiety Is Linked to New-Onset Dyspepsia in the Swedish Population: A 10-Year Follow-up Study. Gastroenterology, 2015;148(5):928-37. doi:10.1053/j.gastro.2015.01.039