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Disturbi psichiatrici più frequenti tra i giovani né studenti né lavoratori

Disturbi psichiatrici più frequenti tra i giovani né studenti né lavoratori

Gli strascichi della crisi economica e la crescente sfiducia nella capacità del sistema scolastico superiore di offrire una formazione in grado di aprire sbocchi professionali soddisfacenti fanno sì che, in Italia come all'estero, siano sempre di più i giovani "completamente inattivi", ossia né studenti né lavoratori.

Oltre alle cause e alle implicazioni socioeconomiche, questo fenomeno andrebbe analizzato con più attenzione dal punto di vista psicologico e sanitario per almeno due ragioni. La prima è che non studiare né lavorare porta a un'esclusione sociale precoce e a una perdita di speranza nella possibilità di essere artefici della propria vita che impediscono a ragazzi e giovani adulti di impegnarsi nella costruzione di un futuro migliore, facilitando l'insorgenza di depressione, disturbi d'ansia e comportamenti antisociali.

La seconda ragione è che all'origine dell'inattività potrebbero esserci, non reali difficoltà nello studio o una concreta mancanza di opportunità professionali, ma disturbi psichiatrici all'esordio non ancora diagnosticati, che inducono i ragazzi a chiudersi in se stessi, prima di manifestarsi con sintomi più evidentemente patologici e caratteristici.

A segnalare che questa seconda possibilità è tutt'altro che remota sono i risultati di uno studio francese che ha confrontato l'incidenza di disturbi psichiatrici tra giovani adulti in età formativa che non studiano né lavorano e tra i coetanei impegnati in attività scolastiche/professionali.

L'indagine ha coinvolto 2.424 ragazzi di età compresa tra 18 e 24 anni residenti in quattro regioni della Francia, selezionati da un campione complessivo di oltre 22mila adulti, rappresentativo della popolazione francese over18. Tutti i partecipanti sono stati contattati telefonicamente e intervistati in merito ad aspetti sociodemografici, livello di scolarità e stato occupazionale, nonché valutati con una serie di questionari validati per verificare la possibile presenza di disagio psichico, il livello di benessere generale, l'abilità, il supporto sociale e il grado di isolamento.

Analizzando le risposte ottenute è emerso che i disturbi mentali erano più frequenti nella coorte dei giovani uomini inattivi a livello scolastico/lavorativo rispetto a quella dei coetanei impegnati in studi universitari o in attività professionali di vario tipo, con differenze statisticamente significative soprattutto per i disturbi d'ansia, compresi le fobie, il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e il disturbo da attacchi di panico/agorafobia.

Per le ragazze è stata riscontrata una situazione sovrapponibile, tranne che per gli attacchi di panico, caratterizzati da una frequenza sovrapponibile nei due gruppi. In entrambi i sessi, inoltre, la condizione di inattività scolastica/lavorativa è risultata associata a un minor livello di abilità e supporto sociale, cui si aggiungeva, tra le giovani donne, anche un maggior isolamento sociale.

Anche dopo aver depurato l'analisi da possibili fattori confondenti, lo stato occupazionale restava correlato in modo significativo a una frequenza quasi tripla di PTSD (OR 2,92) e pressoché doppia di agorafobia (OR 1,86) e abuso alcolico (OR 2,1).

Questi risultati dovrebbero indurre a sviluppare programmi di supporto mirati per favorire la transizione dall'adolescenza all'età adulta sul piano formativo e professionale e per facilitare un inserimento lavorativo precoce al fine di tutelare, non soltanto il potenziale umano e produttivo dei giovani, ma anche la loro salute e il loro benessere psicosociale.

Fonte: Kovess-Masfety V et al. Mental health of college students and their non-college-attending peers: results from a large French cross-sectional survey. BMC Psychol 2016;4(1):20. doi:10.1186/s40359-016-0124-5

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Pubblicato il 9 maggio 2016