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ALTERAZIONI NEUROFUNZIONALI POST TRATTAMENTO DELL'ANORESSIA NERVOSA

L' Anoressia Nervosa (AN) è un Disturbo dell'Alimentazione che affligge quasi l'1% della popolazione femminile, rappresentando la prima patologia cronica tra le ragazze adolescenti e avente un tasso di mortalità 12 volte maggiore rispetto alle altre malattie che affliggono le donne tra i 15 ed i 24 anni. L'AN è caratterizzata da restrizione dell'apporto energetico relativo, intensa paura di aumentare di peso o d'ingrassare ed anomalie nella percezione del peso e della forma del proprio corpo. Ad oggi l'eziopatogenesi del disturbo rimane largamente sconosciuta e diversi studi nel corso del tempo si sono focalizzati sulla ricerca del substrato neurobiologico della malattia.

 

Un gruppo di ricercatori dell'Università del Colorado ha recentemente effettuato uno studio di risonanza magnetica funzionale (fMRI) finalizzato all'analisi del sistema del reward dopo il trattamento, includendo un campione di 21 pazienti adolescenti affette da AN confrontato a 21 soggetti sani. Lo studio, pubblicato sull'American Journal of Psychiatry, ha riscontrato solo una parziale normalizzazione dell'attivazione delle aree interessate: anche in seguito all'aumento ponderale le pazienti affette da AN mostravano infatti un'aumentata attività del sistema del reward, alterazione notoriamente associata allo sviluppo della patologia che induce un'errata risposta cerebrale a stimoli ambientali.

 

Il circuito del reward, ad elevata attività dopaminergica, è inoltre implicato nella regolazione della fame e dell'apporto di cibo. Le alterazioni cerebrali più marcate tra le pazienti affette da AN sono state riscontrate a carico dell'insula, del corpo caudato e del nucleus accumbens. E' stata inoltre rilevata un'associazione inversa tra la gravità delle alterazioni neurali e la risposta al trattamento. Nell'interpretazione dei dati i ricercatori ipotizzano che affinché sia possibile osservare una normalizzazione dell'attività cerebrale sia necessario un più duraturo consolidamento degli iniziali miglioramenti clinici, similarmente a quanto osservato nell'ambito delle dipendenze. E' inoltre possibile che esista un sottostante substrato genetico interessante il sistema dopaminergico in grado di predisporre allo sviluppo del disturbo alimentare. Per tali motivi studi futuri avranno il compito di approfondire i fattori genetici biologici ed ambientali correlati all'AN ed inoltre analizzare la possibile efficacia di terapie farmacologiche aventi come target il sistema dopaminergico del reward.

 


FONTE: Marisa DeGuzman, B.A., B.S., Megan E. Shott, B.S., Tony T. Yang, M.D., Ph.D., Justin Riederer, B.S., Guido K.W. Frank, M.D. Association of Elevated Reward Prediction Error Response With Weight Gain in Adolescent Anorexia Nervosa. American Journal of Psychiatry, February 2017

 

Pubblicato il 06 marzo 2017

 

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