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l'INTELLIGENZA SUPERIORE AUMENTA IL RISCHIO DI ANSIA E DEPRESSIONE

Un recente studio pubblicato sulla rivista Intelligence ha evidenziato come le persone con un quoziente intellettivo superiore alla media (QI>130) siano maggiormente a rischio per lo sviluppo di patologie psichiatriche quali ansia e depressione. I ricercatori dell'Università di Pitzer (USA) hanno infatti analizzato l'incidenza di patologie tra i soggetti inseriti nel progetto MENSA, in cui sono inclusi individui appartenenti al 2% della popolazione americana con un quoziente intellettivo superiore alla media. I risultati dello studio hanno evidenziato un tasso di prevalenza doppio (20% vs 10%) per ansia, depressione e ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) rispetto alla popolazione normale.

Parallelamente allo studio dell'incidenza delle malattie psichiatriche, ipotizzando una possibile patogenesi neuroinfiammatoria, i ricercatori hanno anche analizzato lo stato immunologico di tali soggetti, osservando dati sorprendenti. Tra gli individui con alto QI è stato infatti riscontrato uno stato proinfiammatorio, come dimostrato dall'aumentata incidenza di patologie quali asma, malattie autoimmune e allergie. Gli autori dello studio ipotizzano che un alto quoziente intellettivo sia associato ad una iper-reattività sia emotiva che fisica, collegate tra di loro tramite il sistema neuroendocrino.

E' infatti ben noto come lo stress sia in grado di provocare risposte immunologiche tramite l'asse ipotalamo-ipofisario. Un'aumentata suscettibilità agli stress ambientali, come nel caso dei soggetti del MENSA, sarebbe quindi in grado di indurre un'iperattivazione del sistema immunologico, come sottolineato dalla maggiore prevalenza delle patologie sopraelencate. I dati di questo studio permettono da un lato di comprendere maggiormente il collegamento tra sistema nervoso e immunità e dall'altro suggeriscono l'adozione di interventi mirati alla gestione dello stress al fine di ridurre l'incidenza di patologie immunologiche.

Fonte: "High intelligence: A risk factor for psychological and physiological overexcitabilities" Karpinski, R.I., Kinase Kolb, A.M., Tetreault, N.A., and Borowski, T.B in Intelligence

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