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L'impatto psicologico dell'instabilità lavorativa

La crisi economica, la destabilizzazione del mercato del lavoro e l'incertezza ormai costante e diffusa per il futuro non possono che avere un impatto sfavorevole sul tono dell'umore. Fanno aumentare l'ansia, amplificano lo stress, promuovono la sfiducia, tolgono entusiasmo ed energie, insieme alla speranza che le cose potranno presto migliorare. Nessuno ne è immune e chi già è predisposto a soffrire di disturbi dell'umore rischia di veder peggiorare i sintomi in modo significativo. Ma c'è di più. La situazione contingente sembra aver promosso la diffusione di una nuova malattia: la sindrome "da amarezza cronica" dall'inglese embitterment disorder. Una condizione caratterizzata dal continuo rimuginare su problemi, insoddisfazioni, ingiustizie e soprusi (veri o soltanto percepiti) legati al lavoro, che può determinare non soltanto un malessere psicologico simile a quello indotto dal mobbing, ma anche tutta una serie di manifestazioni fisiche che contribuiscono a ridurre (anche notevolmente) la qualità di vita. Le espressioni più diffuse di questo tipo di somatizzazione comprendono mal di testa persistente (soprattutto di tipo tensivo e talvolta poco alleviato da comuni analgesici), disturbi gastrointestinali (dalla dispepsia alla colite, dalla stipsi a crampi addominali non meglio identificati) e forme dolorose di varia natura e localizzazione. Se si inizia a soffrire di disturbi di questo tipo e i controlli medici di routine non evidenziano cause organiche, meglio cambiare approccio. Analizzando la situazione in modo razionale, cercando di rilassarsi e reagire in modo pragmatico e positivo, se necessario chiedendo anche l'aiuto di un esperto.

Fonte
Linden M. Posttraumatic Embitterment Disorder. Psychotherapy and Psychosomatics 2003;72(4):195-202. doi:10.1159/000070783