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Il dolore come aggravante del declino cognitivo

I sintomi psichiatrici, i disturbi del comportamento e l'atteggiamento ostile nei confronti di familiari e caregiver rappresentano i principali fattori critici nella gestione domiciliare delle persone affette da declino cognitivo e demenze di varia natura, nonché le ragioni che più spesso obbligano a optare per il ricovero a lungo termine in strutture residenziali specializzate. Riuscire a controllarli e a posticipare l'allontanamento dall'abitazione abituale è fondamentale per prevenire un più rapido peggioramento della malattia, inevitabilmente associato al cambiamento di ambiente e abitudini, ma si tratta di un'impresa ardua. Un recente studio internazionale coordinato dal Dipartimento di Scienze Geriatriche dell'Università Cattolica di Roma indica che per migliorare tono dell'umore e comportamento dei pazienti, oltre a interventi specifici sul fronte neurocognitivo e psichiatrico, può essere utile contrastare sindromi dolorose eventualmente presenti. Esaminando 2822 anziani affetti da demenza, i ricercatori del progetto Shelter (Services and Health for Elderly in Long TERm care) hanno osservato che i pazienti che nei tre giorni precedenti la visita avevano sofferto di una qualche forma di dolore (19,1% del campione) tendevano a presentare con maggior frequenza e intensità comportamenti inappropriati, resistenza ai trattamenti, alterazione del pensiero e sintomi depressivi. Valutare con più attenzione il malessere fisico degli anziani e alleviarlo opportunamente potrebbe quindi offrire una via aggiuntiva per semplificare la presa in carico, assicurando nel contempo un'assistenza più appropriata e una migliore qualità di vita.

Fonte
Tosato M, Lukas A, van der Roest HG, et al. Association of pain with behavioral and psychiatric symptoms among nursing home residents with cognitive impairment: results from the SHELTER study. Pain 2012;153:305-10.