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Con i colpi in testa cresce il rischio di declino cognitivo

Che i colpi in testa aumentassero il rischio di andare incontro a declino cognitivo anche in età relativamente precoce (50-60 anni) e a sviluppare successivamente malattia di Alzheimer o altre forme di demenza lo si sapeva da tempo. Tuttavia, finora si riteneva che a rappresentare un effettivo pericolo fossero essenzialmente traumi abbastanza severi, come quelli associati a una caduta brusca o a un incidente stradale. Vale a dire eventualità complessivamente rare nella vita di una persona. Due recenti ricerche condotte presso l'Einstein College di New York (Stati Uniti) e presentate all'ultimo congresso della Radiological Society of North America avvisano che non è esattamente così. A quanto pare, infatti, anche traumi molto più modesti e apparentemente innocui come i colpi di testa tipici del gioco del calcio possono creare problemi alla funzionalità cerebrale, se ripetuti con una certa frequenza e per periodi di tempo prolungati. Valutando con una particolare tecnica di risonanza magnetica nucleare il cervello di 38 calciatori trentenni sani, giocatori abituali fin dall'infanzia, i ricercatori hanno osservato che chi dichiarava di effettuare più spesso colpi di testa nella dinamica di gioco o durante gli allenamenti presentava lesioni cerebrali lievi, analoghe a quelle associate a una commozione cerebrale, contrariamente a quanto avveniva per chi eseguiva i colpi di testa in modo del tutto occasionale. «Abbiamo anche cercato di capire se esista una soglia, vale a dire un numero di colpi di testa oltre il quale il danno diventi rilevabile», ha spiegato Michael Lipton, direttore del Centro di Risonanza Magnetica dell'Einstein College e coordinatore della ricerca. «Stando alle nostre analisi, questo limite si situa fra i 1000 e i 1500 colpi di testa all'anno. Possono sembrare molti, ma in realtà non è così: per un calciatore che giochi regolarmente sono solo pochi colpi al giorno». Insomma, tra un gol e l'altro, meglio starci attenti.

Fonte
Radiological Society of North America Annual Meeting 2011