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Lo smog aumenta il declino cognitivo nelle donne anziane

Lo smog non fa male soltanto all'apparato respiratorio, alla pelle e al cuore, ma anche al cervello. Soprattutto a quello femminile. Uno studio prospettico condotto presso il Rush University Medical Center di Chicago (Stati Uniti) e recentemente pubblicato sul Journal of American Medical Association (JAMA) indica, infatti, che l'esposizione prolungata per anni al particolato atmosferico, il ben noto PM 2,5 e 10 di cui troppo spesso si superano le soglie di sicurezza in molte città di grandi e medie dimensioni, può accelerare il declino cognitivo associato all'invecchiamento nelle donne anziane. Analizzando l'evoluzione, nell'arco di 15 anni, delle capacità intellettive e di memorizzazione di quasi 20.000 donne di età compresa tra 70 e 81 anni già coinvolte nel Nurses' Health Study - Cognitive Cohort, i ricercatori americani hanno rilevato un deterioramento cognitivo più significativo rispetto ai punteggi ottenuti nella valutazione iniziale effettuata oltre un decennio prima (1995-2001) tra quelle che avevano vissuto a lungo (7-14 anni) in aree caratterizzate da un'elevata concentrazione di particolato atmosferico. In particolare, ogni aumento di concentrazione di PM 2,5 e/o PM 10 pari a 10 mcg/m3 sarebbe equivalente a un invecchiamento cerebrale aggiuntivo di due anni. Indubbiamente un dato solido in supporto alle politiche di tutela dell'ambiente e della qualità dell'aria, finalmente intraprese con più decisione in molte città italiane, e a impegnarsi individualmente giorno per giorno, lasciando più spesso l'automobile in garage e abbassando di qualche grado il termostato di casa.

Fonte
Weuve J, Puett RC, Schwartz J, et al. Exposure to particulate air pollution and cognitive decline in older women. Arch Intern Med 2012;172(3):219-27.