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Dimmi come ti vesti e saprò se sei felice

L'abito non fa il monaco? Dipende. Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Hertfordshire, nell'Inghilterra Orientale, quel che si sceglie di indossare al mattino può dire molto su come ci si sente quel giorno: se si è tristi o felici, se si è ben disposti verso la giornata che sta per cominciare o se la si affronta con sfiducia e una stanchezza psicologica che non aiuterà certo ad arrivare a sera. Abbastanza sorprendentemente, il capo di abbigliamento più spesso associato a un basso tono dell'umore sarebbero i jeans, a dispetto di decenni di comunicazione pubblicitaria tesa ad associare a questi pantaloni ormai onnipresenti a qualunque latitudine un'idea di dinamismo, comfort, giovinezza, successo sessuale, convivialità e allegria. Intervistando un centinaio di donne inglesi sui capi di vestiario tendenzialmente utilizzati in rapporto all'umore è, infatti, risultato che nel 57% dei casi dal guardaroba vengono estratti jeans e maglietta e/o pullover nei giorni down, contro soltanto il 2% di quando ci si sente ottimisti e in forma. In questo secondo caso, al contrario, è dieci volte più probabile che la scelta cada sull'abito preferito, abbinato alle scarpe più amate e, off course, a un cappello, siamo inglesi. Insomma, chi si sente bene, sembra amarsi di più e voler ulteriormente valorizzare la propria immagine, non soltanto per presentarsi meglio agli altri, ma anche per il proprio piacere personale. Un abbigliamento più casual e dimesso, invece, segnalerebbe una trascuratezza che è, in primo luogo, rivolta a se stessi, nonché uno scarso entusiasmo e una ridotta energia che tolgono il desiderio di apparire gradevoli e invogliare gli altri a entrare in relazione con noi. Un brutto colpo per i produttori dei celebri calzoni blu, non c'è che dire.

Fonte
University of di Hertfordshire