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La tristezza del fast food

Mangiare troppo spesso al fast food non è certo un toccasana per la salute, salvo forse se si opta per insalate, acqua e macedonie di frutta. L'esperienza quotidiana e casi celebri hanno ampiamente dimostrato che abusare di hamburger straripanti, fritti, salse, tacos, pizze, ali di pollo, muffin, doughnut, gelati, milkshake e bibite zuccherate di vario tipo può far ingrassare di diversi chili in poco tempo e far suonare importanti campanelli d'allarme del rischio cardiovascolare, a causa dell'eccesso di grassi saturi e colesterolo, sale, zuccheri e additivi vari contenuti in questi alimenti e bevande. Oggi, però, c'è anche un'altra ragione per indirizzarsi verso scelte dietetiche alternative e più sane: mantenere il buonumore. Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori delle Università di Las Palmas di Gran Canaria e di Navarra (Spagna), infatti, chi mangia spesso nei fast food ha un rischio maggiore di oltre un terzo (+36%) di sviluppare depressione rispetto a chi opta per soluzioni gastronomiche diverse. Analizzando più nel dettaglio la predisposizione al disturbo dell'umore, si è osservato che a correre il pericolo maggiore sono i single, tendenzialmente fumatori, che lavorano oltre 45 ore alla settimana, dedicano poco tempo all'attività fisica e seguono una dieta complessivamente povera di alimenti freschi e sani, come frutta, verdura e pesce. A peggiorare le cose, poi, contribuirebbe la voracità: più in fretta si ingurgita il cibo, più l'umore ne viene danneggiato. Preso atto del risultato, viene da chiedersi: sarà proprio così o non sarà piuttosto vero il contrario?

Fonte
Sánchez-Villegas A, Toledo E, de Irala J, et al. Fast-food and commercial baked goods consumption and the risk of depression. Public Health Nutr 2012;15:424-32.