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Dalla mancanza di passione alla depressione il passo è breve

La passione, la creatività, l'esuberanza e l'entusiasmo del popolo italiano sembrano essere miti del passato. Secondo un'indagine coordinata dal Centro Nazionale di Epidemiologia e Promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) che ha coinvolto 138 Aziende Sanitarie Locali (ASL) distribuite su tutto il territorio nazionale, infatti, ben sei italiani su 10 tra i 18 e i 69 anni si dichiarano "apatici" (letteralmente, senza passione, dal greco a-pathos) e poco soddisfatti della propria vita. In base alle risposte fornite durante le interviste telefoniche, sembrerebbe che la quotidianità non sia più in grado di offrire alla maggior parte delle persone sufficienti stimoli positivi né gratificazioni, lasciando molti in una sorta di sospensione emotiva e decisionale che impedisce di reagire, progettare, inventare, impegnarsi per cambiare una situazione che blocca e annoia. Ma il problema sarà davvero tutto nella realtà esterna? Certo la crisi economica globale, i problemi sul lavoro, la sensazione di avere uno scarso controllo sulla propria vita e poche possibilità di migliorare le proprie condizioni non aiutano a mantenersi allegri e propositivi, ma non ci sarà anche qualcos'altro di più "interiore"? Se si vanno ad analizzare le espressioni dell'apatia, si vede che non sono poi molto diverse da alcuni dei sintomi più tipici della depressione, magari lieve, ma pur sempre tale. Per capire di che cosa si tratta, si può cercare di impegnarsi per cambiare la propria visione delle cose, iniziare nuove attività, leggere, andare al cinema, praticare sport; se si può, viaggiare. Se ci si riesce con relativa facilità, l'energia aumenta e lo stato d'animo migliora: probabilmente era solo un periodo no. Ma se avviare la reazione positiva comporta uno sforzo significativo, meglio rivolgersi al medico: potrebbe trattarsi di un vero e proprio disturbo dell'umore, da non sottovalutare.

Fonte
Studio Passi



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