Delirio: definizioni date nel tempo, tipologie e loro manifestazione

Delirio: definizioni date nel tempo, tipologie e loro manifestazione

Il delirio è uno stato mentale, non una malattia. È un disturbo improvviso, variabile e solitamente reversibile, caratterizzato da una condizione fisica che causa incapacità di concentrarsi, disorientamento, incapacità di pensare chiaramente e un livello di attenzione variabile.

Il termine delirio deriva dal latino de-li-ra-re, che significa uscire dal solco, dal limite, ovvero andare aldilà della percezione reale delle cose.
Il delirio viene studiato dalla psicopatologia, branca della psichiatria e della psicologia clinica che si occupa genericamente dello studio dei disturbi mentali.
Karl Jaspers (1913), filosofo e psichiatra tedesco, a cui si deve la definizione più conosciuta di delirio, contenuta nel volume “Psicopatologia generale” (1975) i deliri sono: “Giudizi erronei sostenuti con straordinaria convinzione e impareggiabile certezza soggettiva, refrattari all’esperienza e a qualsivoglia confronto con argomentazioni alternative. I deliri non sono influenzati dall’esperienza concreta, per questo il loro contenuto è incomprensibile”.

Secondo Karl Jaspers possiamo quindi dire che il delirio è la manifestazione della trasformazione della coscienza della realtà, che si manifesta attraverso giudizi patologici e irrazionali (assoluta certezza soggettiva; non influenzabilità delle proprie convinzioni da parte di persone o eventi esterni, contenuto di pensiero impossibile o irreale). Indubbiamente i deliri sono concetti complessi e difficili da incamerare in una definizione univoca.

Secondo Sigmund Freud, neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco, fondatore della psicoanalisi, lo psicotico abbandona la realtà perché intollerabile e costruisce una nuova realtà personale nel delirio. Ha dunque un grave problema di identità, che lo porta ad avere delirio di grandezza, percezioni, emozioni e sentimenti alterati.

Delirio: cosa si intende a livello psicologico


Con questo termine, in psichiatria e psicologia clinica, si identifica un disturbo del contenuto del pensiero, presente in diverse malattie psichiche: dalla schizofrenia, agli episodi depressivi o maniacali con sintomi psicotici, al disturbo delirante cronico (paranoia).
Le forme croniche, basate sull’elaborazione razionale e lucida di un sistema di credenze errate, possono essere l’unico sintomo di una vera e propria patologia psichica chiamata disturbo delirante cronico o paranoia.
Anche i soggetti con disturbo bipolare possono soffrire di allucinazioni o deliri, ma questi sono di tipo maniacale,
paranoico o depressivo. Generalmente sono circoscritti nel tempo e compaiono con i cambiamenti del tono dell’umore.

Deliri primari e deliri secondari


Jaspers ha classificato i deliri in primari e secondari; i deliri primari o veri e propri si manifestano improvvisamente e mostrano un contenuto incomprensibile, mentre i deliri secondari o simil-deliranti derivano da una situazione sociale in cui versa la persona e sono derivanti da altri contenuti psichici. Per Jaspers, dunque, il delirio è un’esperienza originaria e inderivabile, un’alterazione del rapporto con la propria realtà, che coinvolge tutta la personalità. La perdita del rapporto con la realtà è essenziale nella genesi del delirio.

Negli anziani il disturbo può coesistere con patologie neurologiche, dal Parkinson, all’ Alzheimer, dalla demenza senile, alla demenza frontotemporale (morbo di Pick). Ma il delirio non colpisce solo gli anziani, è infatti un sintomo che può emergere in un uomo o in una donna che abusano di alcool o sostanze stupefacenti.
Può manifestarsi a qualsiasi età, ma, come detto sopra, è più comune nelle persone anziane ed è molto diffusa tra gli anziani che vivono in casa di riposo, o che vengono ospedalizzati; colpisce infatti il 15-50% delle persone ricoverate in ospedale.
L’ospedale infatti potrebbe far perdere le coordinate del tempo e dello spazio a un anziano fragile e malato.

Delirio: quali sono le possibili cause?


Il delirio si verifica in caso di alterazioni o disturbi nel normale processo di invio e ricezione della risposta cerebrale; i sintomi, con ogni probabilità, sono causati da una serie di fattori che rendono vulnerabile il cervello e di conseguenza le capacità cognitive e mentali, provocandone un malfunzionamento. C’è un cambiamento grave nella percezione della realtà, una trasformazione della relazione con le altre persone e un influenzamento del rapporto con l’ambiente circostante.

Ma quali sono i fattori di rischio principali e quali le cause?
I fattori di rischio sono essenzialmente due: l’età avanzata (persone con più di 65 anni) e un deterioramento cognitivo preesistente (demenza), psicosi, schizofrenia. Non è ancora del tutto chiaro se si tratta di variabili che agiscono singolarmente o che interagiscono tra loro.

Le cause più comuni sono:

  • Presenza di gravi patologie croniche
  • Disidratazione
  • Infezioni come polmonite, sepsi, infezioni a carico dell’intero organismo o causa di febbre e infezioni delle vie urinarie
  • Insufficienza renale, insufficienza epatica e un basso livello di ossigeno nel sangue, specialmente quando questi disturbi
    iniziano e progrediscono rapidamente
  • Ricovero, interventi chirurgici, interruzione di un farmaco che è stato assunto per lungo tempo
  • Forte stress emotivo
  • Presenza di un dolore molto forte
  • Prolungata privazione del sonno
  • Stadio terminale di una malattia
  • Abuso di alcool o stupefacenti
  • Postumi dell’anestesia praticata in occasione di un intervento di chirurgia maggiore;
  • Ricovero in terapia intensiva. In questi frangenti, i medici parlano di “delirium in terapia intensiva”
  • Schizofrenia, psicosi o disturbo bipolare
  • Demenze come il morbo di Alzheimer o la demenza vascolare
  • Uso di farmaci, in particolare farmaci con effetti anticolinergici, psicoattivi e oppioidi
  • Assunzione eccessiva di farmaci o combinazioni farmacologiche inappropriate. Tra i farmaci che (se utilizzati in modo errato) possono causare delirio, rientrano: gli antidolorifici più potenti, i medicinali per favorire il sonno, gli ansiolitici, farmaci per la depressione, gli antistaminici, i medicinali per il morbo di Parkinson, antipsicotici, gli anticonvulsivanti e i medicinali contro l’asma.

Inoltre, tra le cause appena citate, possono esservi casi in cui per alcune persone non è possibile riuscire ad identificare sin da subito una causa specifica.

Quali sono i sintomi? Come riconoscerli?

Il delirio ha generalmente un esordio improvviso e progredisce nel giro di poche ore o pochi giorni. Nell’arco della giornata le condizioni di salute possono variare: il soggetto può passare rapidamente da manifestazioni di ansia alla paura, da uno stato confusionale a uno di follia, da un senso di persecuzione a una rabbia profonda all’ipocondria.
La sintomatologia è varia ma la caratteristica principale del delirio è l’incapacità di prestare attenzione, di concentrarsi ed elaborare nuove informazioni. Tra i vari sintomi possiamo trovare: senso di smarrimento, fissazione su un’idea, incapacità di ricordare eventi recenti, difficoltà nel parlare o ricordare le parole, difficoltà a leggere o scrivere, fino ad arrivare ad avere delle fissazioni erotomatiche.
Spesso alcuni sintomi vengono confusi con quelli legati alla demenza, per questo è importante riportare al medico curante o agli specialisti le condizioni precise del paziente, per arrivare a una diagnosi esatta.
Il paziente può avere periodi in cui non presenta alcun sintomo per poi peggiorare improvvisamente, manifestando una diminuzione della consapevolezza e della coscienza del mondo. Disturbi psicotici, disturbi d’ansia, ipocondria oppure ancora essere erotomatico.
La personalità e l’umore possono cambiare: alcune persone sono talmente calme e riservate che nessuno avverte il loro  delirio; altre, invece, si dimostrano irritabili, agitate e irrequiete. Questo può essere il caso per quei soggetti che hanno assunto anfetamine o sospeso l’uso di sedativi e che possono, quindi, mostrare segni di aggressività e iperattività. Inoltre, possono verificarsi dei casi in cui alcune persone si ritrovino ad alternare i due tipi di comportamento.

Riassumendo, le forme caratteristiche del delirio sono essenzialmente tre. Possiamo quindi distinguere tra il delirio:

  1. Ipoattivo: chi ne soffre sembra addormentato, stanco o depresso
  2. Iperattivo: chi ne soffre è agitato e irrequieto
  3. Misto: chi ne soffre passa da una forma all’altra.

Una volta terminato lo stato di delirio il paziente potrebbe non ricordare nulla, oppure avere ricordi relativi ai sogni e alle allucinazioni vissute.

Vediamo nel dettaglio alcuni dei sintomi che possono comparire.

Le persone che soffrono di delirio credono di essere sfruttate, infettate, pedinate, avvelenate o di possedere poteri
particolari o talenti speciali.
Leggono i comportamenti di chi sta loro accanto in modo minaccioso, individuando sempre un secondo fine o un pericolo, in ogni situazione: reagiscono in maniera eccessiva agli stimoli e agli eventi esterni; vedono attorno a loro persone o cose che non esistono.
Sono convinti di avere una deformità fisica, un tumore, un cattivo odore o un parassita che occupa il loro corpo. Spesso, si credono un’altra persona.

Delirio: come affrontare il disturbo?

Il primo ed essenziale passo per una corretta diagnosi è un’anamnesi accurata, da parte del medico curante o di uno specialista, che accerti la causa che lo ha scatenato o gli eventuali fattori di rischio (alimentazione, corretta idratazione, farmaci, abuso di droghe e/o alcolici, patologie latenti). In alcuni casi può essere necessario un esame neurologico (controllo della vista, dell’equilibrio, della coordinazione e dei riflessi), per capire se il delirio è causato da un ictus o da altre patologie neurologiche, oppure esami diagnostici (sangue, urine, risonanza magnetica, radiografie).
Come supportare un anziano, magari ospedalizzato e dunque lontano dal proprio ambiente familiare, nella gestione del delirio?

  • Incoraggiando il paziente a muoversi regolarmente
  • Portando un orologio e un calendario nella stanza, che lo aiutino ad orientarsi nel tempo
  • Riducendo al minimo le interruzioni e i rumori notturni
  • Assicurandosi che il paziente mangi e beva a sufficienza
  • Facendogli ascoltare musica che lo riporta in ambiente domestico
  • Portandogli in ospedale foto dei famigliari che lo riconducano con la mente agli affetti

Dal delirio si guarisce e sono necessari farmaci?

La maggior parte delle persone con delirio guarisce completamente se la causa viene identificata e trattata rapidamente.
Solitamente non sono necessarie terapie specifiche. Ogni caso è unico e varia da un paziente all’altro. Il recupero può avvenire in poche ore, oppure, come nel caso di pazienti anziani o con gravi comorbidità (demenza, patologie neurologiche), in alcune settimane.
Spesso sono necessari farmaci sintomatici per dare sollievo al paziente e favorire la gestione del paziente in famiglia o in ospedale.
La maggior parte di questi trattamenti servono per tranquillizzare il paziente e spesso vengono impiegati anche per la sua sicurezza.

Referenza bibliografica

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