disturbo oppositivo provocatorio

Disturbo oppositivo provocatorio

Disturbo oppositivo provocatorio: caratteristiche e fattori di rischio del disturbo che colpisce uno studente su 10

Tutti i bambini possono assumere un atteggiamento oppositivo, di tanto in tanto, in particolare quando sono stanchi, affamati, stressati o sconvolti. Possono discutere, rispondere in malo modo, disobbedire e sfidare genitori, insegnanti e gli altri adulti con cui si interfacciano nella loro vita quotidiana. Il comportamento oppositivo è, quindi, una componente normale dello sviluppo dei bambini, in particolare tra i due e i tre anni e nella prima adolescenza. Tuttavia, il comportamento apertamente non collaborativo e ostile diventa una seria preoccupazione quando è così frequente e persistente, da essere diverso e distinguibile rispetto a quello di altri bambini della stessa età e livello di sviluppo, o quando ha forti ripercussioni sulla vita sociale, familiare e scolastica del bambino.
In questi casi, potrebbe essere possibile identificare il cosiddetto disturbo oppositivo provocatorio (DOP), un tipo di disturbo comportamentale dell’età evolutiva, caratterizza-to principalmente da problemi di autocontrollo delle emozioni e dei comportamenti, che fa parte di un gruppo di disturbi noti collettivamente come disturbi del comportamento dirompente.
La prevalenza del disturbo oppositivo provocatorio tra i bambini varia dal 2% all’11%. Si tratta di un disturbo più comune nei maschi preadolescenti che nelle femmine, in un rapporto di 1,4 maschi affetti per ogni femmina, anche se questa predominanza maschile non si riscontra anche nelle popolazioni degli adolescenti e degli adulti. Il disturbo, inoltre, resta solitamente stabile nei bambini tra i cinque e i dieci anni di età, mentre i sintomi tendono a diminuire con la crescita, così come la prevalenza.

Disturbo oppositivo provocatorio: di che si tratta?

Il disturbo oppositivo provocatorio è un tipo di disturbo comportamentale tipico dell’infanzia, che coinvolge principalmente la sfera dell’autocontrollo delle emozioni e dei comportamenti. La caratteristica principale del disturbo oppositivo provocatorio, secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, è la persistenza di un umore arrabbiato e di irritabilità, associati a una modalità polemica, provocatoria o vendicativa verso gli altri. L’intervento e il trattamento tempestivo sono importanti, poiché i bambini con disturbo oppositivo provocatorio non trattati possono continuare a essere difficili e antisociali anche nell’età adulta. Questo può, ovviamente, avere un impatto sulle relazioni con gli altri, sulle prospettive di carriera e sulla qualità della vita in generale. Inoltre, alcuni bambini con disturbo oppositivo provocatorio possono essere più inclini a sviluppare anche un disturbo della condotta, caratterizzato da aggressività e comportamenti violenti e contro la legge.
I bambini e gli adolescenti con disturbo oppositivo provocatorio possono avere problemi a casa, con genitori e fratelli, con i compagni di classe, con gli insegnanti, e al lavoro, con supervisori e altre figure di autorità, oltre ad avere difficoltà a instaurare e mantenere amicizie e relazioni.
Il disturbo oppositivo provocatorio, infatti, può essere causa di:

  • scarso rendimento scolastico e lavorativo;
  • comportamento antisociale;
  • problemi di controllo degli impulsi
  • dipendenza e abuso di sostanze;
  • suicidio.


Molti bambini e adolescenti con disturbo oppositivo provocatorio presentano anche altri disturbi dell’umore e di salute mentale, come ad esempio depressione, ansia, disturbi dell’apprendimento e disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). Purtroppo, non esiste una metodologia che permetta di prevenire con certezza il disturbo oppositivo provocatorio. Tuttavia, una genitorialità positiva e un trattamento precoce possono aiutare a migliorare il cattivo comportamento del bambino e a prevenirne il peggioramento. Le cure, infatti, possono contribuire a ripristinare l’autostima del bambino e ricostruire una relazione positiva con i genitori e i gli altri adulti.

Disturbo oppositivo provocatorio: quali sono le cause e i fattori di rischio?

Le cause del disturbo oppositivo provocatorio non sono ancora del tutto chiare. È probabile che l’insorgenza di questo disturbo sia legata a una commistione di cause genetiche, ambientali e psicosociali.

  • Fattori genetici: si stima che l’ereditarietà del DOP sia di circa il 50% e che vi sia una sovrapposizione genetica con altri disturbi del comportamento. Quindi, si pensa che il DOP possa derivare da una disposizione naturale nel temperamento dei bambini e che possano essere presenti delle differenze neurobiologiche in grado di creare una predisposizione.
  • Fattori ambientali: situazioni problematiche, come il maltrattamento infantile, abusi, negligenza o problemi con la genitorialità (ad esempio una disciplina incoerente o troppo severa) sono comunemente presenti nelle famiglie di bambini con DOP.
  • Fattori psicosociali: la povertà, la violenza di quartiere, il rifiuto dei pari, gruppi di pari devianti e altri fattori sociali o economici instabili esercitano effetti negativi significativi sui comportamenti dei bambini e possono contribuire allo sviluppo del DOP.

Possono, quindi, essere identificati dei fattori di rischio per lo sviluppo del disturbo oppositivo provocatorio, che comprendono:

  • temperamento: il bambino che sviluppa DOP può avere, per carattere, difficoltà a regolare le emozioni, elevata reattività emotiva, difficoltà a tollerare la frustrazione;
  • problemi genitoriali: subire abusi fisici o sessuali, violenze domestiche, avere genitori negligenti, la mancanza di supervisione da parte dei genitori o, al contrario, un’educazione troppo dura o incoerente, sono fattori che possono favorire l’insorgenza di DOP;
  • altri problemi familiari: discordie familiari, separazione dei genitori o genitori con un disturbo di salute mentale o che abusano di sostanze, disagio dovuto a estrema povertà;
  • ambiente: i comportamenti di opposizione e di sfida possono essere rafforzati attraverso l’attenzione dei pari e la disciplina incoerente di altri modelli autoritari, come gli insegnanti.

Appare, quindi, evidente che la qualità dell’ambiente familiare in cui il bambino cresce, giochi un ruolo molto importante nello sviluppo del disturbo oppositivo provocatorio.

Disturbo oppositivo provocatorio: quali sono i sintomi? Come individuarli?

Per determinare se un bambino ha un disturbo oppositivo provocatorio è necessaria una valutazione psicologica completa da parte di uno specialista. Infatti, può essere molto difficile riconoscere la differenza tra un bambino volitivo o emotivo e uno con disturbo oppositivo provocatorio, poiché è naturale mostrare un comportamento oppositivo in determinate fasi dello sviluppo. I primi sintomi iniziano generalmente in età prescolare. In rari casi il disturbo oppositivo provocatorio può svilupparsi più tardi, ma quasi sempre prima dei primi anni dell’adolescenza. Generalmente, per poter identificare un disturbo oppositivo provocatorio nei bambini, è necessario che almeno quattro sintomi dall’elenco seguente siano presenti nella maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi, a dimostrazione che il comportamento irritabile, polemico o provocatorio sia effettivamente ripetuto nel tempo. Il bambino con DOP, infatti:

  • perde facilmente la pazienza;
  • è spesso permaloso o facilmente irritabile;
  • è spesso arrabbiato o prova risentimento;
  • litiga in modo eccessivo;
  • mette in discussione le figure autorevoli o gli adulti in generale, che sfida attivamente;
  • si rifiuta di rispettare le richieste e le regole e di conformarsi;
  • irrita deliberatamente gli altri;
  • incolpa gli altri per i propri errori o comportamenti scorretti;
  • ha spesso un comportamento dispettoso o atteggiamenti vendicativi;
  • parla in modo maleducato quando è arrabbiato;
  • assume atteggiamenti ostili e di continua provocazione.

Inoltre, vengono osservate delle conseguenze negative sul funzionamento sociale ed educativo e questi comportamenti causano un significativo deterioramento dei rapporti nella famiglia, nelle attività sociali e nella scuola.

I sintomi vengono solitamente notati a casa o a scuola ma è importante ricordare che il disturbo oppositivo provocatorio può avere diversi gradi di gravità. In particolare, è considerato lieve se i sintomi sono limitati a un solo ambiente (ad esempio si presentano solo a casa o solo a scuola), moderato, se compaiono in almeno due contesti e grave se i sintomi sono presenti in tre o più contesti.

Disturbo oppositivo provocatorio: come avviene la diagnosi?

Dal punto di vista della diagnosi, per determinare se un bambino sia affetto da disturbo oppositivo provocatorio è necessaria una valutazione iniziale da parte di un professionista, come uno psicologo infantile, uno psichiatra infantile o un pediatra specializzato in disturbi del comportamento, che eseguiranno una valutazione psicologica completa e seguiranno specifici criteri diagnostici. Infatti, poiché questo disturbo si verifica spesso insieme ad altri problemi del comportamento o di salute mentale, i sintomi del DOP possono essere difficili da distinguere. Il DOP può essere valutato in un bambino già a partire dai cinque anni di età, sebbene la maggior parte dei soggetti di solito si presenti da uno specialista in età scolare. Per valutare i bambini e gli adolescenti che potrebbero presentare un disturbo oppositivo provocatorio, la visita psichiatrica viene approfondita consultando più informatori (genitori, fratelli, amici, in-segnanti) e, se possibile, in più contesti. Una valutazione completa, che comprenda anche test di intelligenza, è auspicabile per scoprire eventuali disturbi dell’apprendimento o problemi intellettuali. Infatti, il DOP ha un’elevata comorbilità con l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività) e con i disturbi d’ansia, che devono essere diagnosticati dal medico e trattati. È anche importante identificare i fattori di rischio modificabili (bullismo o scarso rendimento scolastico) che potrebbero contribuire allo sviluppo di comportamenti oppositivi. La diagnosi prevede interviste dettagliate con il bambino (se è abbastanza grande), i genitori e gli insegnanti.

Gli step della valutazione dei bambini con sospetto disturbo oppositivo provocatorio sono i seguenti:

  • valutazione della salute generale;
  • valutazione della frequenza e dell’intensità dei comportamenti disfunzionali tipici del DOP;
  • valutazione delle emozioni e dei comportamenti in molteplici contesti e relazioni;
  • valutazione della situazione e delle interazioni familiari;
  • considerazione delle strategie che sono state utili - o non utili - nella gestione dei comportamenti del bambino;
  • identificazione della presenza di altri disturbi di salute mentale, dell’apprendimento o della comunicazione.

Disturbo oppositivo provocatorio: come intervenire?

Il trattamento per il DOP prevede principalmente interventi individuali o che contemplano il coinvolgimento e il sostegno delle famiglie, ma può includere anche altri tipi di psicoterapia e attività cognitive. La cura spesso dura diversi mesi ed è importante trattare eventuali problemi concomitanti, come un disturbo dell’apprendimento, perché possono creare o peggiorare i sintomi di DOP se non trattati.

I capisaldi del trattamento per il DOP includono:

  • Parent training: un professionista della salute mentale con esperienza nel trattamento del DOP può aiutare a sviluppare capacità genitoriali più coerenti. In alcuni casi, possono essere coinvolti anche il bambino stesso e gli insegnanti.
  • Terapia di interazione genitore-figlio (PCIT): il terapeuta istruisce i genitori mentre interagiscono con il loro bambino, per favorire lo sviluppo di strategie che rafforzino il comportamento positivo del bambino e migliorino la qualità della relazione genitore-figlio.
  • Terapia individuale e familiare: può aiutare il bambino a imparare a gestire la collera ed esprimere i sentimenti in modo più sano, oltre che migliorare la comunicazione e le relazioni e aiutare i membri della famiglia a imparare a cooperare.
  • Formazione cognitiva per la risoluzione dei problemi: questo tipo di terapia ha lo scopo di aiutare il bambino a identificare e modificare i pensieri che portano a problemi comportamentali.
  • Formazione sulle abilità sociali: una terapia che aiuta il bambino a essere più flessibile e ad imparare a interagire con comportamenti positivi ed efficaci con i coetanei.

Sebbene alcune tecniche genitoriali possano sembrare semplicemente di buon senso, imparare a usarle con consapevolezza di fronte a un bambino con DOP non è facile, soprattutto se ci sono altri stimoli stressanti in casa. L’apprendimento di queste abilità richiede pratica e pazienza.

La cosa più importante nel trattamento è che si mostri amore e accettazione, anche durante situazioni difficili. Il processo può essere complesso anche per i genitori più pazienti, ma questo non deve scoraggiare.

Referenza bibliografica

  1. https://www.aacap.org/AACAP/Families_and_Youth/Facts_for_Families/FFF-Guide/Children-With-Oppositional- Defiant-Disorder-072.aspx
  2. Aggarwal A, Marwaha R. Oppositional Defiant Disorder. 2022 Feb 7. In: StatPearls [In-ternet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan–. PMID: 32491375.
  3. https://www.betterhealth.vic.gov.au/health/conditionsandtreatments/oppositional-defiant-disorder-odd
  4. https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/oppositional-defiant-disorder/symptoms-causes/syc-20375831

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