paranoia

Paranoia: come si definisce, quali i fattori di rischio e l'impatto sociale

La paranoia è un disturbo psichico caratterizzato di una distorta percezione della realtà. Scopriamo cause e origini di questo disturbo.

Il termine paranoia deriva dal greco παράνοια “follia” ed è composto di παρά “oltre” e νοῦς “mente” e indica, secondo la definizione che ne diede E. Kraepelin - padre della psichiatria moderna - una psicosi caratterizzata dallo sviluppo insidioso di un delirio cronico, sistematizzato, coerente e incrollabile, chi soffre di paranoia vive in uno stato che ricorda la follia.

Il termine venne introdotto nella psichiatria moderna nel XIX secolo, da E. Kraepelin, che lo impiegò per descrivere ogni tipo di malattia mentale caratterizzata solo o soprattutto dalla presenza di un sistema di credenze illusorie, deviate, che alterano la percezione della realtà del paziente. In particolare, Kraepelin indicava come “paranoia pura” una condizione patologica caratterizzata dall’adesione a un sistema di credenze illusorio, senza alcun apparente deterioramento delle altre facoltà intellettuali, a prescindere dal fatto che tali credenze avessero o meno a che vedere con un complesso di persecuzione. Anche se la definizione di Kraepelin non è più usata, l’uso del termine “paranoico” in senso ampio sopravvive nella terminologia psichiatrica, che per esempio indica con l’espressione schizofrenia paranoide le forme di schizofrenia in cui false credenze siano predominanti.

Freud menzionò la paranoia nel 1895 in un documento noto come Minuta H: un allegato di una lettera di Freud al suo più stimato interlocutore, il dottor Fliess. Freud si riferiva al caso di una donna ossessionata da “voci interiori”, che la criticavano.
Nel XX secolo si è andata via via imponendo l’accezione più restrittiva del termine paranoia riferito a complessi di credenze persecutorie.

Paranoia: cos’è esattamente?

Nel lessico comune della medicina questo termine viene utilizzato per descrivere condizioni o atteggiamenti non propriamente patologici, che portano una persona a credersi vittima di persecuzioni, con ansie e uno stato di paura infondata.

Dal punto di vista psicopatologico la paranoia è una condizione psicotica, caratterizzata dalla presenza di un delirio cronico e una modalità rigida di pensiero - di cui chi ne soffre non ha coscienza – e che lo spinge a elaborare in maniera lucida e sistematica un corollario di idee paranoidi e credenze incentrate sulla convinzione di non essere in grado di fidarsi di nessuno, tranne che di sé stessi.

La tendenza essenziale di questo disturbo psichico è, infatti, la persistente interpretazione delle intenzioni degli altri come malevole. Il soggetto delirante con disturbo paranoide di personalità pensa che gli altri lo sfrutteranno, lo danneggeranno, lo inganneranno; ha idee strane, pensa di essere perseguitato o pedinato. Ci sono poi persone per cui il disturbo paranoide sfocia in un delirio mistico o in una vera e propria megalomania.

Il sistema di credenze di tipo persecutorio viene elaborato dal paziente in modo lucido e sistematico, non viene in generale a mancare la funzione razionale. In questo senso la paranoia si può descrivere come un caso particolare di disturbo delirante.

La paranoia può essere associata ad altre forme di psicosi, in particolare la schizofrenia, e associarsi a fenomeni allucinatori. Caratteristiche attenuate possono essere presenti in più di un disordine con diagnosi non-psicotica, come il disturbo paranoide della personalità. La discriminante tra un disturbo di personalità e una condizione psicotica risiede nel fatto che, oltre che pervasivi e improbabili, i timori paranoici di grado psicotico sono anche chiaramente irrealistici o impossibili, e si accompagnano a percezioni allucinatorie.
Questa patologia colpisce lo 0,5-2,5% della popolazione ed è più frequente negli uomini che nelle donne.

Effetti sociali della paranoia

Il problema di chi soffre di disturbo paranoide tende a interpretare le parole, il linguaggio e le azioni degli altri come minacciose, umilianti o malevole. Sono persone polemiche e suscettibili alle critiche, alle quali rispondono con rabbia.

Per far fronte ai sintomi e alle sensazioni che prova, chi soffre di disturbo paranoide vive isolato dal mondo reale, sul lavoro crea disagio, così come in famiglia e nelle relazioni di amicizia che, a lungo termine, si possono interrompere, portando chi soffre di paranoia alla depressione e all’isolamento sociale.

Nei casi più gravi le reazioni possono portare a rabbia immotivata, una forma di follia mentale che lede anche la salute fisica di chi ne soffre.

Anche le relazioni amorose nei pazienti sono difficoltose: non si fidano del partner, pensano di essere perseguitati, sono gelosi di chi vive loro accanto. La logica di pensiero di un soggetto delirante è malata e distorta e vivergli accanto può diventare difficilissimo, o a volte impossibile.

La difficoltà a relazionarsi con gli altri è legata principalmente all’incapacità di porsi nella prospettiva dell’altro e anche a differenziare la realtà oggettiva e tangibile dalle proprie percezioni e sensazioni.

Nel 2008, alcuni ricercatori dell’Università di Oxford, svilupparono un esperimento molto interessante. Invitarono 200 persone normali a fare una visita virtuale nella metropolitana di Londra. In seguito, ciascuno doveva riferire cosa avesse provato. Sorprendentemente, il 40% riportò idee paranoiche. Chi riportava più pensieri paranoici erano coloro che avevano manifestato in precedenza maggiore solitudine e mancanza di appoggio sociale: due indicatori chiave che tendono ad aumentare l’ansia.

Esiste anche una teoria che afferma che gli adolescenti siano particolarmente inclini alle idee paranoiche. Perché? Semplicemente perché in questa fase della vita si è più vulnerabili e con una logica di pensiero confusa, non ci si sente a proprio agio nel proprio corpo e si tende così a credere che gli altri ci osservino e ridano di noi. Crescendo la paranoia svanirà.

Quali sono i sintomi della paranoia e come riconoscerli?

Sovente i primi sintomi di paranoia vengono sottovalutati, si manifestano già durante l’adolescenza o negli anni immediatamente successivi, eppure chi ne soffre chiederà aiuto a uno specialista non prima dei 30-40 anni, quando ormai i sintomi si saranno cronicizzati.

Ciascun paziente avrà una differente esperienza però nei casi più tipici il paziente può credere:

  • Che si parli alle sue spalle o che sia spiato: si sentono vittime
  • Che corra il rischio di essere ferito o ucciso
  • Che le persone stiano utilizzando parole in codice per minacciarlo segretamente o metterlo in ridicolo
  • Che le altre persone stiano deliberatamente cercando di infastidirlo
  • Che le persone stiano cercando di sottrargli soldi
  • Che le sue attività, azioni o pensieri siano intercettate
  • Di essere controllato da qualcuno

Vi sono poi altri fattori che concorrono a intensificare o essere cause scatenanti di pensieri paranoidi:

  • Esperienze di vita: i pensieri paranoidi possono emergere quando si è particolarmente vulnerabili, isolati o si stanno vivendo situazioni stressanti. Chi vive poi episodi di bullismo al lavoro può sviluppare manie o un senso di sospetto che si può trasformare in paranoia
  • Esperienze dell'infanzia: alcune esperienze dell'infanzia possono portare a credere che il mondo sia un posto poco sicuro. Alcune esperienze possono anche minare l’autostima e il modo in cui il paziente si percepisce da adulto
  • Ambiente esterno: alcuni studi suggeriscono che i pensieri paranoidi siano più comuni se si vive in un contesto urbano in cui, chi ne soffre, si sente isolato anziché sentirsi parte di un contesto fatto di relazioni sociali e connessioni umane
  • Salute mentale: se si vivono situazioni di ansia, depressione o bassa autostima, si può essere più soggetti a pensieri paranoidi. Questo perché si è più abituati a interpretare le cose in modo negativo
  • Malattia fisica: la paranoia può essere un sintomo di alcune malattie come la malattia di Huntington, il Parkinson o l'Alzheimer.

Quali sono le possibili cause della Paranoia?

Le cause di paranoia o di pensiero paranoico non sono del tutto chiare, ma l’ipotesi più accreditata sembrerebbe essere quella che descrive il disturbo paranoide come la combinazione di diversi fattori:

  • Fattori ereditari: persone che hanno una storia familiare di disturbi psichiatrici di natura paranoide o di altro tipo come ansia, depressione, fobie o schizofrenia avrebbero una maggiore probabilità di soffrire di episodi paranoidi
  • Fattori psicologici: traumi infantili irrisolti, la presenza di altri disturbi psichiatrici come disturbi dell’umore o di tipo psicotico, l’assunzione di sostanze stupefacenti o stimolanti – cocaina, anfetamine o alcol - sono fattori in grado di scatenare il pensiero paranoide
  • Fattori sociali: le prime interazioni con i familiari o con i pari potrebbero aver condizionato il pensiero in senso paranoico.

Esistono fattori specifici che concorrono a causare pensieri paranoidi e alcuni comportamenti aumentano i fattori di rischio, come:

  • Effetti di droghe e alcol: la cocaina, la cannabis, l'alcol, l'ecstasy, LSD e le metanfetamine possono causare pensieri paranoidi. Anche alcuni steroidi assunti da atleti e culturisti possono innescare sintomi di paranoia. Una volta interrotti gli episodi paranoici dovrebbero cessare
  • Privazione del sonno: la mancanza di sonno può innescare sentimenti di insicurezza e allucinazioni, paure e preoccupazioni, talvolta anche veri e propri episodi paranoici.
  • Genetica: alcuni studi clinici suggeriscono che i geni possano giocare un ruolo determinante nel sapere se si soffre o meno di paranoia.

Chi ne soffre potrebbe manifestare questi pensieri sempre o occasionalmente. Sono stati poi identificati alcuni fattori di rischio della paranoia, come ad esempio:

  • Avere esperienze confuse o inquietanti o sentimenti difficilmente spiegabili
  • Il modo di sentire: se un soggetto è ansioso o preoccupato o ha una bassa autostima e si aspetta che gli altri lo critichino o lo rifiutino per questo
  • Il modo di pensare: se un soggetto tende a saltare velocemente alle conclusioni, in determinate cose e non cambiare idea

Come affrontare i casi di paranoia?

Chi ne soffre, anche a causa dello stato di angoscia e del perenne sospetto che prova verso gli altri, non riesce a capire con certezza di aver bisogno di una terapia. Così sono spesso i famigliari o una persona cara che, contattando uno specialista medico (psicoterapeuta o psichiatra), riescono a portare il paziente ad intraprendere un percorso terapeutico.

Secondo la scienza il trattamento più efficace è la psicoterapia, effettuata con l’aiuto di professionisti con una specifica formazione, che aiuta a individuare i problemi tipici del disturbo e ad affrontare i comportamenti e i pensieri irrazionali, per sostituirli con altri più funzionali, che gli permettano di reinserirsi nel tessuto sociale di appartenenza e di avere uno sviluppo del pensiero non patologico.

Per i familiari, che si trovano a vivere con grande fatica accanto a un malato, esistono terapie di supporto. Il medico terapeuta dovrà valutare, anche attraverso esami specifici, se la persona paranoide ha bisogno di una terapia e scegliere la modalità di intervento migliore.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale rappresenta un trattamento efficace nella cura della paranoia.

Tra i vari metodi esistenti, un metodo efficace è quello della scrittura: si può chiedere al malato di scrivere ogni mattina, le diffidenze, le ansie, i sospetti di cui si sente vittima, in una sorta di diario giornaliero. Questo lo aiuterà, grazie al supporto del professionista, a distinguere fra paure reali e paure create dal pensiero e a riappropriarsi, poco per volta, di uno stile di vita sano che lo porti a ricostruire progetti di vita concreti e reali.

Nei casi più severi, quando la presenza persistente di pensieri paranoidi è un vero disturbo paranoide della personalità, oltre a una terapia psicologica viene generalmente indicata anche una terapia farmacologica al fine di arrivare ad una cura definitiva e alla remissione dei sintomi e un ritorno a uno stile di vita normale. La terapia farmacologica del disturbo paranoide di personalità prevede l’assunzione di stabilizzatori dell’umore in monoterapia o in associazione con antipsicotici, qualora chi ne soffre manifesti idee suicidarie.


Referenza bibliografica

  1. Royce Lee. Mistrustful and Misunderstood: A Review of Paranoid Personality Disorder. Current Behavioral Neuroscience Reports volume 4, pages151–165 (2017)
  2. Kurt B Angstman, Norman H Rasmussen - Personality disorders: review and clinical application in daily practice. Am Fam Physician 2011 Dec 1;84(11):1253-60
  3. Kamron A, et al. Personality Disorder. StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan.

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