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Demenze vascolari

Il disturbo neurocognitivo vascolare (demenza vascolare) è una forma di deficit cognitivo determinata...

Inquadramento della demenza vascolare

Il disturbo neurocognitivo vascolare (demenza vascolare) è una forma di deficit cognitivo determinata dall'alterazione della circolazione sanguigna cerebrale conseguente a eventi acuti, come un ictus o un'emorragia cerebrale, o a patologie croniche, come l'aterosclerosi.
Come negli altri tipi di demenza, anche in questo caso il deterioramento delle capacità intellettive dipende da una degenerazione delle cellule nervose presenti nell'area cerebrale colpita, ma a determinare il danno neuronale in questo caso è principalmente il venir meno di un adeguato rifornimento di ossigeno e sostanze nutritive (in particolare, il glucosio).
Oltre all'età superiore ai 60 anni, il rischio di andare incontro a ictus o patologie cerebrovascolari croniche e sviluppare secondariamente demenza vascolare è aumentato dalla presenza di diabete, ipertensione, alti livelli di colesterolo nel sangue, malattie cardiache (in particolare, storia di infarto miocardico e fibrillazione atriale) e dall'abitudine al fumo. In genere, gli uomini tendono a essere interessati da demenza vascolare più spesso delle donne, soprattutto dopo i 70 anni.

Sintomi e diagnosi della demenza vascolare
I sintomi che possono manifestarsi in presenza di disturbo neurocognitivo vascolare demenza vascolare possono variare da paziente a paziente in funzione della specifica zona del cervello interessata dalla riduzione della circolazione sanguigna e possono comprendere manifestazioni cognitive/comportamentali e disturbi motori di varia natura e gravità. La loro insorgenza può essere improvvisa (come avviene dopo un ictus) oppure lenta e caratterizzata da peggioramento progressivo (ad es., in caso di micro-ictus ripetuti o in presenza di aterosclerosi diffusa).

sintomi cognitivi e comportamentali più comuni sono:

  • confusione mentale;
  • difficoltà di concentrazione/facile distraibilità;
  • difficoltà nel prendere decisioni e nel pianificare attività mediamente complesse;
  • problemi di memoria/apprendimento;
  • difficoltà del linguaggio;
  • disturbi dell'equilibrio;
  • aumento del bisogno di urinare o problemi a controllare lo stimolo;
  • maggior tendenza ad avere reazioni impulsive;
  • agitazione;
  • depressione;
  • ansia e/o irritabilità;
  • vagabondaggio durante la notte.

Come nel caso del disturbo neurocognitivo dovuto a malattia di Alzheimer, anche per le demenze vascolari può essere emessa una diagnosi di disturbo neurocognitivo vascolare "possibile" sulla base dei sintomi, dell'anamnesi personale e familiare e della valutazione clinica generale, mentre per una diagnosi più affidabile di disturbo neurocognitivo vascolare "probabile" la visita neurologica deve essere completata con l'esecuzione dell'esame neuroradiologico dell'encefalo con TAC, risonanza magnetica funzionale (RMf) o tomografia a emissione di positroni (PET).

Quando il deficit cognitivo insorge dopo un ictus, emettere una diagnosi di demenza vascolare è abbastanza semplice e non richiede necessariamente indagini strumentali (comunque auspicabili per un miglior inquadramento). Al contrario, nelle forme demenze vascolari a esordio lento e progressivo/fluttuante la diagnosi differenziale rispetto alla malattia di Alzheimer può essere complessa difficile, anche perché non di rado le due patologie coesistono. Per questa ragione il medico, oltre alla visita neurologica e ai test di imaging cerebrale, prescriverà anche una serie di accertamenti clinici ulteriori quali analisi del sangue e del fluido cerebrospinale, ecodoppler carotideo ecc..

 

Trattamento della demenza vascolare
Attualmente, non si hanno a disposizione trattamenti specifici per contrastare un disturbo neurocognitivo vascolare demenza vascolare dopo che si è instaurato. Si può, però, cercare di frenare l'evoluzione del danno cerebrale ed evitare che la situazione peggiori rapidamente riducendo l'impatto negativo dei principali fattori di rischio, attraverso buone regole di vita (alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, pesce, cereali integrali, oli vegetali, e frutta secca; attività fisica regolare; pochi alcolici; niente fumo; controllo del peso corporeo) e terapie mirate (soprattutto, in caso di ipertensione, ipercolesterolemia, diabete e patologie cardiache).

Un aspetto particolarmente importante da considerare riguarda l'eventuale presenza di sintomi depressivi, che possono non soltanto determinare un serio scadimento della qualità di vita, ma anche promuovere un più rapido peggioramento delle prestazioni intellettive e della funzionalità globale della persona interessata paziente. In questi casi, può essere indicata l'assunzione di farmaci antidepressivi.

In alcuni pazienti con disturbo neurocognitivo vascolare, il neurologo potrà anche decidere di somministrare farmaci autorizzati per il trattamento della malattia di Alzheimer. Questi farmaci sono rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale soltanto quando prescritti da neurologi operanti nelle Unità di Valutazione Alzheimer (UVA).

Per informazioni sulle sedi e sulle modalità per contattare le Unità di Valutazione Alzheimer è possibile rivolgersi all'Associazione Italiana Alzheimer o direttamente a uno dei Centri che si occupano della malattia (www.alzheimer.it/centri.html).



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Fonti

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